m.brun.
TERNI – Tredici in conclave. Dopo i capigruppo, i segretari comunali, poi quelli provinciali. L’ultima riunione per dare lumi è consigli a un sempre più angosciato e dubbioso sindaco Latini sulla decisiva scelta del presidente di Terni Reti è finita con un nulla di fatto.
Tutto quel che si sapeva è stato confermato, le posizioni dei partiti sono chiarissime, soprattutto quella della Lega.
Pare che qualcuno degli interpellati dal sindaco si sia sentito su ‘Tu si che vales” e si sia calato nella parte.
A questo punto non è escluso che ai tre candidati venga chiesto di esercitarsi al trapezio o nel numero del lancio dei coltelli (come bersaglio).
Intanto il sindaco pensoso ha deciso di rinviare ogni decisione.
Ma la telenovela di Terni Reti sarebbe solo spassosa non fosse calata in un contesto politico caotico del panorama politico ternano, con i consigli comunali che si trasformano in kermesse con le maggioranze variabili.
Il finale di legislatura così si annuncia pirotecnico. Non una buona notizia per la città.
Ps. Per risolvere il rebus, viste le oggettive difficoltà a richiedere la convocazione straordinaria del Consiglio dell’Onu, si potrebbe indire un referendum cittadino. Naturalmente previo annullamento di tutte le nomine fatte fin qui dal sindaco. Massima partecipazione, massima trasparenza, a prova di curriculum. Se si sceglie una strada la si percorra fino in fondo, senza paura. Se necessario, anche con sprezzo del ridicolo.


