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Terni, «Caro Leonardo, mi candido io»

Retroscena sulla discesa in campo di Bandecchi, che prima telefona al sindaco Latini

R.T.

TERNI – Lunedì il grande giorno di Bandecchi e del suo annuncio alla candidatura a sindaco. Un lunedì preceduto da centinaia di messaggini di invito e da una telefonata: quella all’attuale sindaco di Terni. Un paio di giorni dopo aver incassato il no della regione alla accoppiata clinica stadio, il presidente della Ternana alza il telefono e chiama il sindaco Latini: «Guarda che mi candido a sindaco, te lo volevo dire prima che tu lo sappia da altri». I rapporti tra Bandecchi e il sindaco sono stati sempre buoni ma il presidente della Ternana un minuto dopo il no della conferenza dei servizi ha capito che deve cambiare marcia. Affidarsi alla politica non ha portato a nulla: no al progetto del grande stadio e rischia di incagliarsi persino Ternanello, i campi di allenamento.

D’altronde Bandecchi – a differenza dei più realisti del re- ha capito sin da subito che il parere della regione è no con tanto di “supercazzola”, per usare una sua espressione. E sa che gli atti di indirizzo sono atti di buone intenzioni tutte da costruire. Quindi la decisione di mettersi in proprio dal punto di vista politico. Resta da capire come la sua discesa nella caccia al voto possa agevolare il progetto clinica stadio. Per alcuni Bandecchi, visti i rapporti attualmente in corso con il Comune, sarebbe addirittura incompatibile come amministratore. La Ternana e il suo presidente hanno sottoscritto la convenzione per la gestione del Liberati. Eppoi la variante per Ternanello. Anche in questo caso la titolarità è della Ternana.

Non è dato sapere come abbia reagito il sindaco alla telefonata di cortesia del patron della Ternana. Certo è che sono aumentate le fibrillazioni nel centrodestra. Sono altresì aumentate le indiscrezioni sulla lista civica che accompagnerà Latini in caso di una sua ricandidatura. Una lista inserita nello schieramento di centrodestra ma che non piace alla Lega. Il Carroccio ternano teme che una lista di Latini, magari con candidati gli attuali assessori, sia la mazzata finale per un partito che alle politiche ha preso l’8% e che alle comunali dovrà lottare per ritornare a Palazzo Spada.

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