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Cgil, prove di sterzata a sinistra. Il nuovo segretario si decide a Roma nella riunione del 24: una poltrona per quattro

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il dopo Sgalla tra Farinelli, i due ex Fiom (Cipolla e Pampanelli) e la rappresentante dei pensionati, Paggio. Con un sempre possibile Ciavaglia tra i quattro litiganti. Il riequilibrio territoriale con Terni e le forti pressioni della sinistra radicale

di Marco Brunacci

PERUGIA – Un poker di candidature per una sola poltrona. Il 24 gennaio potrebbe essere il giorno della sterzata a sinistra della Cgil dell’Umbria. A Roma si decide chi sostituirà Vincenzo Sgalla, segretario regionale uscente, leader che è stato capace di fare del sindacato il punto di riferimento dell’opposizione al governo di centrodestra umbro, tenendo però la rotta tra protesta e proposta in un periodo di grandi pressioni da parte delle componenti radicali del sindacato che hanno conquistato molte delle categorie (gli agitati della Fiom e i nostalgici autoferrotranvieri su tutti).

A Roma si valuterà la situazione e si deciderà chi scegliere tra i 4 potenziali candidati (con una quinta soluzione possibile, anche se al momento non probabile).
1.Si discute su Andrea Farinelli, nato a Montecastrilli, quarantenne, esperienza negli edili, capacità non in discussione, che qualcuno vuol bloccare la sua nomina, chiamandolo l’Andreotti di Acquasparta, ma così dice soltanto che lui, insieme alla giovane, età ha anche un altro pregio: è insuperabile nella mediazione, anima di tutte le trattative.
2.Ecco ora il primo dei rampolli della Fiom, responsabile della Camera del lavoro di Terni.  Si chiama Claudio Cipolla, quarantenne ma più verso cinquanta, e ha tutte le carte in regola per dare gambe a una svolta a sinistra di Cgil Umbria, ma con un vantaggio: il realismo imparato all’Ast di Terni, lo rende impermeabile al massimalismo di certi radicali da bar che di fabbrica vera ne sanno poco o niente.
3.Il secondo rampollo Fiom è attualmente alla Camera del lavoro di Perugia: Simone Pampanelli, ultima generazione di sindacalisti, meno accreditato di Cipolla, ternano e quindi in vantaggio per il “riequilibrio territoriale”, ma pur sempre in corsa. Se qualcuno chiede che c’entri Perugia con i metalmeccanici qualche ragione potrebbe averla.
4.Last but non least, Maria Rita Paggio da Orvieto (a Terni andrà bene per fare il riequilibrio?) ha il vantaggio di essere la prima donna a poter fare il gran salto alla segreteria regionale e però viene anche dai pensionati dello Spi. E finora ha retto un patto di buona creanza tra le categorie per cui non si mettono i destini dei lavoratori nelle mani di chi difende interessi (legittimi e sacrosanti) diversi da chi deve andare in fabbrica tutte le mattine. E’ la meno giovane del quartetto. Quella che potrebbe garantire la sterzata della Cgil a sinistra, radicale, ma ragionevolmente meno credibile – almeno all’esterno – rispetto a chi ha fatto la gavetta in Fiom e scontri, trattative e accordi, quelli veri.
L’opzione numero 5, tra i 4 litiganti, potrebbe essere Filippo Ciavaglia, che ha assunto da poco un incarico nazionale non di prima linea, per i rapporti internazionali. Sarebbe la continuità con Sgalla, quindi una esperienza alta. Ed è curioso che dalla sinistra radicale si ostinino a pensare che la crisi dei corpi intermedi, primo fra tutti il sindacato, sia dovuta alla posizione di equilibrio di certi leader, invece che guardare laddove in realtà nasce: nella “democrazia diretta” in versione Grillo boys e nella “rivoluzione del vaffa”, sia nella ipotesi sfacciata di Grillo che in quella ben pettinata, made in Conte. 
Comunque: nella riunione a Roma si deciderà il nome che il segretario nazionale Landini porterà giovedì al congresso regionale. Non senza aver dato un’occhiata anche alla situazione delle restanti regioni italiane.

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