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Terni in testa alla classifica delle città dell’odio social

Vox diritti misura i tweet di discriminazione: la Città dell’Acciaio supera addirittura Roma e Milano

S.P.

TERNI – La città delle cento associazioni di volontariato,  la città che non lascia nessuno tra i cartoni,  la città dove tutti si conoscono e tutti si danno del tu, si ritrova in testa ad una classifica da brivido: la città più odiatrice dal punto vista social.

Nella mappa dell’intolleranza in rete, Terni batte addirittura le grandi realtà, come Roma, Milano e Torino. 
Vox Diritti,  associazione nata proprio per monitorare e contrastare i fenomeni di discriminazione, ha diffuso, con rilevanza nazionale, il suo studio annuale sul monitoraggio dei tweet intolleranti nei confronti di donne, omosessuali, migranti, disabili, islamici ed ebrei. Uno studio condotto con i ricercatori di quattro università di primissimo piano: la Statale e la Cattolica di Milano, l’Aldo Moro di Bari, La Sapienza di Roma. Analizzati oltre 600mila messaggi, anche grazie a un software  impostato proprio per rilevare l’intolleranza e la discriminazione. 
Una ricerca dunque scientifica con risultati, almeno per Terni, clamorosi. Una “tranquilla” cittadina di provincia che si ritrova a rubare la scena alle metropoli italiane dove da tempo la coabitazione civile è messa in discussione da vari fenomeni di disgregazione e contrapposizione. 
La classifica della radicalizzazione dell’odio vede Terni con oltre 21mila tweet negativi, seguita da Roma a 18, Milano  a 16. A Terni sarebbero oggetto di discriminazione soprattutto donne e disabili. Il condizionale è da utilizzare perché, senza nulla togliere al lavoro di Vox diritti e delle quattro università Italiane, il dato è molto pesante e negativo per una città di poco più di 100mila abitanti. 
Molto duro il commento di Luca Diotallevi il presidente dell’Azione Cattolica di Terni: «Da ternano mi vergogno e mi vergognerei anche se Terni fosse in fondo a questa orribile classifica.  Da ternano cattolico mi vergogno due volte, perché so che, insieme alla mia coscienza, sarà il Signore a chiedermi cosa ho fatto per difendere questi fratelli e queste sorelle, e per vincere così tanto odio. La richiesta di perdono a tutte le persone offese è dovuta, ma non sufficiente».

Photo credits: RecycledStarDust

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