TERNI – Ciao amore ciao. La desertificazione degli esercizi commerciali registra numeri allarmanti nella città dell’acciaio. Salutano 43mila attività in Italia in un decennio e duecento a Terni. Tantissime, in questi ultimi giorni, le chiusure di negozi al dettaglio nel centro storico. Clamoroso il saluto di Benetton da corso Tacito. Una lettera alle dipendenti, un furgone fuori dal portone per caricare la merce rimasta, una catena, e via.
Per Claudio Fiorelli, il candidato a sindaco dei Cinque Stelle (per ora), il commercio in città potrebbe risorgere: «Non serve piangersi addosso, dobbiamo solo ragionare diversamente e aggredire gli spazi economici che negli ultimi anni la politica ha lasciato in balia degli eventi». «Pensate se i 500mila turisti che annualmente visitano la Cascata, e che non siamo mai stati capaci di dirottare verso il centro della città – spiega l’anestesista candidato a sindaco per i Cinque Stelle – spendessero in media 200 euro a testa nel nostro territorio tra pernottamenti, cene e acquisti».
«Per anni – spiega Fiorelli – come Movimento 5 Stelle abbiamo proposto di collegare il centro e le sue attività al sito turistico delle Marmore. Sia con appositi spazi in loco sia con eventi permanenti nelle vie più belle del centro, al servizio di chi fa impresa nella nostra città. Abbiamo chiesto di sfruttare il nostro patrimonio artigianale ed enogastronomico con azioni di marketing territoriale mirate, così come stanno facendo egregiamente alcune note attività locali con ottimi risultati. Negli ultimi 20 anni questa città ha perso una classe medio-borghese fatta di commercianti e piccoli imprenditori per trasformarla in una classe di commessi precari e sottopagati. Dobbiamo invertire la tendenza e imparare dalle buone pratiche di chi sa fare impresa. Non ci fermiamo, abbiamo le idee chiare ed è la volta buona che le metteremo in campo».