«Turreno? Pronti a fare il Living lab. Un’idea da montare come il bianco dell’uovo sopra una bella ciaramicola»

Il professor Bartolini, amministrativista ed ex assessore regionale, va avanti con il laboratorio di proposte innovative in collaborazione tra Comune e Università. Poi boccia la Regione in sanità ma promuove il turismo. E sugli stadi nuovi ammonisce: «Non sono queste le finalità della legge»

m.brun.

PERUGIA – «L’amministrazione comunale di Perugia? Mi è parsa molto attenta. Sia l’assessore Margherita Scoccia che lo stesso sindaco Romizi. La nostra idea è chiara, abbiamo cambiato il nome solo per non fare confusione: si chiama Living lab. Cos’è? Un laboratorio sperimentale di idee innovative, nel campo della giurisprudenza, ovviamente, perché verrà fatto con gli studenti del mio corso. E lo abbiamo pensato per il Turreno».

Chiarisce ancora, ai microfoni di Pasquale Punzi, il professor Antonio Bartolini, amministrativista, docente universitario, ex assessore regionale della giunta Marini: «Noi vorremmo avviare sul progetto una fase di partecipazione con le categorie, con la gente, con gli operatori economici per capire come è possibile andare incontro, sul Turreno, alle aspettative culturali, molto sentite in città, e farle coesistere con quelle economiche. Sia la maggioranza che l’opposizione sono state molto attente alla nostra proposta. Ora vediamo come si svilupperà. Cosa vorremmo che sia? Un’idea che immaginiamo possa montarsi come il bianco dell’uovo sopra una bella ciaramicola per venire incontro a un’esigenza della città».
Il professor Bartolini non si limita al Turreno ma dà i voti alla Regione, bocciandola in sanità (è stato per un breve periodo responsabile come assessore regionale): «La sanità va molto male. Il manico non funziona. La presidente Tesei è consigliata male? Non si faccia più consigliare. Ma mi sembra tardi».
Promozione invece per il turismo: «L’ho detto all’assessore Agabiti: qui la Giunta ha fatto un buon lavoro. Bene le iniziative e bene anche l’aeroporto».
Sullo stadio, quello perugino e quello ternano, il parere da grande tifoso del Perugia ma anche da amministrativista: «Mi sembra che la legge fosse chiara: doveva portare benefici alle società di calcio e quindi attraverso le società anche alle squadre, per la gioia dei tifosi. Qui invece assistiamo a un sovvertimento delle finalità. A Perugia mi sembra che ci siano operatori che hanno in mente un ritorno commerciale e non vantaggi per la società di calcio e quindi per la tifoseria».

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