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Il nuovo ospedale di Terni è arrivato al punto di svolta con un Piano A e uno B (e sempre che il sindaco smetta di fare il Gabibbo)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | C’è in ballo un incontro «conclusivo» tra la presidente Tesei e il ministro Schillaci per decidere quale strada percorrere (project financing o soli soldi pubblici). Se tutti remano nella stessa direzione, i tempi lunghi non diventano lunghissimi. E intanto parte Narni-Amelia

di Marco Brunacci

TERNI – La questione dell’ospedale nuovo di Terni è arrivata a un punto di svolta. Se il sindaco di Terni, Bandecchi, smette di fare il Gabibbo, e interpreta invece l’unico ruolo che gli compete in sanità, che è poi quello di stimolo per raggiungere una soluzione, ecco che i tempi – comunque molto lunghi per via dell’iter burocratico che in Italia resta un calvario – per arrivare alla nuova struttura potrebbero accorciarsi.
La situazione è questa: la Regione ha presentato al ministro Schillaci un piano A e, accanto, un Piano B.

Il primo prevede di avvalersi di un project financing di un privato per la costruzione della struttura. Questo accelera di un po’ le procedure, anche se non di molto. E però consente probabilmente di rendere più rapido il reperimento dei finanziamenti. Su questo torniamo tra un momento.
Per ora annunciamo che c’è un interesse per realizzare il project financing e si può arrivare in tempi brevissimi a una nuova proposta operativa. Una proposta che tenga conto del vigente Codice degli appalti.
Va detto che il nuovo Codice è stato pensato a sua volta per rendere più snelli i passaggi burocratici. Per arrivare a realizzare il nuovo ospedale serviranno ragionevolmente sempre anni (7-8), ma non di più se tutti remano nella stessa direzione.
Il Piano B prevede invece che il Ministero della salute chieda all’Inail di realizzare un ospedale con totale finanziamento pubblico. Questo significa che Schillaci deve garantire 300-350 milioni.
Torniamo allora ai finanziamenti:
se si va sul Piano A diventa decisiva la partenza della gara d’appalto, attesa a settimane, per la realizzazione dell’ospedale di Narni-Amelia, che è l’ospedale spoke di quello di eccellenza che dovrà essere Terni. La sola partenza della gara d’appalto per Narni-Amelia sbloccherebbe immediatamente 90 milioni che la Regione aveva in serbo per quell’ospedale, il quale invece, grazie all’intesa tra Tesei e il presidente del Consiglio del tempo, Mario Draghi, è finanziato interamente dall’Inail.
Se a questi 90 milioni si aggiungono i soldi già accantonati per l’ospedale ternano, Schillaci dovrebbe reperire non più 60-70 milioni invece di 300-350 previsti dal Piano B.
Ora diciamo che su come deve essere il nuovo ospedale di Terni sono tutti d’accordo (ecco perchè non ha alcun senso che il sindaco si metta fare il Gabibbo, a meno che non abbia più a cuore la propaganda rispetto al bene comune).
Infatti la Regione ha chiarito in tre anni di interlocuzioni col Governo che è indispensabile una struttura che prenda il posto di quella attuale che è in pessime condizioni e sia una struttura di eccellenza, capace di attrarre pazienti da un’area vasta, essendo in una posizione strategica al centro dell’Italia.
Una struttura che per macchinari, strutture diagnostiche, tecnologie, sia all’avanguardia, come pure per il personale specialistico. Un nuovo ospedale di eccellenza, che usi la struttura di Narni-Amelia per le lungodegenze.
Il progetto è chiarissimo ed è stato sposato in pieno dal ministro Schillaci nella sua visita sul posto, che non c’entrava niente con la campagna elettorale in corso allora e che invece serviva per convincere il ministro della bontà delle richieste di Tesei e della loro urgenza.
Detto tutto questo siamo arrivati al dunque: Tesei ha chiesto – come annunciato tempo fa da Umbria7 – un incontro urgente al ministro. Dovrà essere un incontro “conclusivo”, nel quale il ministro comunicherà alla presidente della giunta regionale l’indirizzo del Governo, rispetto a Piano A e Piano B.
Se l’incontro non è stato ancora calendarizzato è perchè il ministro ha necessità di mettere insieme quel che serve per aprire la procedura operativa.
Conclusione: se tutti remano nella stessa direzione, i tempi lunghi potrebbero non essere lunghissimi. E con questa chiara prospettiva, potrà iniziare finalmente il conto alla rovescia.
Se si dismettono i toni da avanspettacolo politico, è possibile per Tesei mettere questo progetto sui binari, come è successo con altri progetti di questa legislatura, che vedranno la luce tra anni, ma intanto sono partiti. E davvero non è poco.

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