La città degradata, una pugnalata per negozi e ristoranti

Rifiuti abbandonati, sosta selvaggia e aiuole rinsecchite non aiutano il commercio. LE FOTO

TERNI – Certo la desertificazione non riguarda solo il centro storico di Terni. Ma il degrado la favorisce. Nel giro di due settimane si abbasseranno le saracinesche di due grandi catene di abbigliamento in corso Tacito e di una storica boutique per uomo in corso del Popolo.

L’unico  ristorante di via della Biblioteca ha già chiuso. Tutt’attorno è un proliferare di locali sfitti, di auto in sosta selvaggia, di rifiuti abbandonati. Con il nuovo regolamento della Ztl, nel centro città ci sarebbero dovuto stare meno macchine, con i permessi negati ad alcune categorie e aumentati di costo.  Con le elettriche che neanche ci provano a richiederlo (per loro il prezzo da pagare oscilla  tra le 300 e le 800 euro l’anno). Ma a tre mesi esatti dalla rivoluzione Iapadre, il centro città è ostaggio sempre ostaggio delle auto in soste selvagge e pieno di rifiuti abbandonati. Non solo nei vicoli, ma nelle aree di maggio passaggio. Via dell’Ospedale, via dei Castelli, via De Filis, scambiate  per discariche a cielo aperto. Persino in quello stretto passaggio pedonale che costeggia il cantiere del Verdi ci sono sacchi di immondizia abbandonati. E l’odore non è gradevole.  «La città che puzza e che fa schifo» –  così l’aveva chiamata l’allora candidato sindaco Bandecchi – non è migliorata. Anzi.  E i locali chiudono.

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