TERNI – «Prendi un crooner londinese dal fascino disinvolto e un’orchestra composta da alcuni dei migliori musicisti marchigiani con 20 anni di esperienza su palchi internazionali. Accostali ad una serata estiva di giugno e otterrai un meraviglioso concerto dal ritmo swing». E’ andata proprio così mercoledì sera. Anthony Strong ha dominato il palco dell’Anfiteatro Romano mettendo in risalto i talenti della Colours Jazz Orchestra diretta da Massimo Morganti.
Il pianista e cantante inglese ha dato vita ad un concerto dal ritmo swing reinterpretando brani di grandi icone della musica mondiale. “Da Cole Porter a Frank Sinatra” ad iniziare dalle atmosfere di Broadway e Hollywood, con brani nati per musical o film, che successivamente hanno superato i confini del teatro o dello schermo cinematografico, divenendo jazz standard a pieno titolo, con vita autonoma. Basti pensare a Too Darn Hot di Cole Porter, scritta per il musical Kiss me, Kate (1948), poi ripresa da Ella Fitzgerald (1956) e Mel Tormé (1960). In molti casi, agli interpreti originali dei musical – Fred Astaire su tutti – hanno fatto seguito i più grandi jazzisti: di questi Strong raccoglie l’eredità, senza imitare o riprodurre, ma reinterpretando ogni brano con la sua brillante raffinatezza. Così appaiono gli storici pezzi di Irving Berlin (Cheek to cheek), Jerome Kern (The way you look tonight) e George Gershwin (They can’t take that away from me), che con la sua voce risuonano di rinnovata freschezza. E questo avviene anche per Sixteen Tons, canzone non tratta da musical, che però dalla sua prima incisione del 1946 vanta innumerevoli cover: questa versione rappresenta una vera e propria “chicca” nello spettacolo, con una melodia e un ritmo ancora più coinvolgenti.
Non sono mancate le composizioni originali del “gentleman inglese”, che segnano il percorso compositivo di Anthony Strong, accanto a quello di arrangiatore e performer: That Kinda Guy, tratta dal suo album d’esordio Guranteed! (2009); When It Moves You, da On a clear day (2015); Gambling Man Blues, da Me and my radio (2019).

















