TERNI – Non alla concessione a privati, per 50 anni, del palazzo comunale di Collescipoli. Oltre 300 residenti chiedono al sindaco Bandecchi di cambiare intento: «La trasformazione in usi ricettivi comporterebbe lo snaturamento dell’edificio storico, simbolo dell’antica municipalità di Collescipoli». Sottoscrivo una petizione, la depositano e poi scrivo al promo cittadino per sapere se l’ha letta, visto che in risposta hanno avuto una nota di un dirigente.
Nella petizione così come nella lettera spiegano le loro ragioni: «Con la concessione a privati del bene, sarebbe chiusa la sede distaccata dei vigili urbani con una conseguente perdita di sicurezza, nel palazzo, nel borgo e nel territorio, in un momento in cui atti vandalici e furti si susseguono a ritmo crescente. Con la trasformazione in struttura ricettiva del palazzo Comunale sarebbe a rischio anche la sicurezza dell’archivio e dell’antico mobilio. La cessione in concessione priverebbe il paese di due luoghi importanti: la sala consigliare per le riunioni e la stanza della Salara, unico spazio espositivo».
«La decisione di concedere il palazzo in concessione – la denuncia dei sottoscrittori – è stata presa su un bene che si trova in ottime condizioni, visto che erano stati spesi 900mila euro nel 2005, quindi chi prenderà il bene in concessione lo avrà quasi gratis, anche considerando che i lavori per l’adattamento a struttura ricettiva essere co-
finanziati con soldi pubblici (bandi regionali Sviluppumbria/Gepafin). Ricordiamo che Collescipoli non ha alcuna necessità di ulteriori spazi ricettivi, avendo un ostello, un residence, diversi agriturismi ed una country house (ex Conventino) restaurata».


