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Fermate il mondo voglio scendere/ Medicina, Grignani non supera l’esame della programmazione

Il direttore che era riuscito a vincere al fotofinish la volata per guidare il Dipartimento, cade rovinosamente alla prima prova. Restano i programmi di Talesa. E il rettore Marianelli vince su tutta la linea

DI Marco Brunacci

PERUGIA – Sanità, all’Università in questi giorni non si parla d’altro. Motivo? Il neo direttore di Medicina, Francesco Grignani, è stato travolto da una mancanza di numero legale che suona come un lugubre rintocco per il suo futuro di leader.
Cosa è successo? Ecco qua: il Grignani decide di convocare i componenti del Dipartimento per decidere la nuova programmazione.

Detto chiaro: soldi e risorse da distribuire a persone. Il professor Tizio prende questi soldi per fare e quest’altro col dottor Caio e il tecnico Sempronio.
Non c’è bisogno di star qui a spiegare: questo è l’atto fondamentale di Medicina, vista la – per altro – necessaria attenzione degli scienziati al vile denaro.
Grignani tutto si aspettava meno che nella riunione non si raggiungesse il numero legale. Disinteresse su un tema così delicato?
Proprio no. Anche perchè la conclusione è stata un piccolo trauma per il nuovo leader, che aveva conquistato a spallate il fortino, finendo vincitore al ballottaggio e pure al fotofinish.
La cautela dei saggi avrebbe dovuto suggerire di operare con maggiore circospezione e un’attenzione diversa.
A volte il successo, ancor più se risicato, dà alla testa.
Grignani ha attaccato pensando di essere seguito da legioni che, sfortunatamente, non aveva.
E pensare che bastava far di conto, anche aiutandosi con un foglietto e una matita. O, se uno non voleva scrivere, bastava ascoltare il richiamo del rettore Massimiliano Marianelli, che più i giorni passano e più si conferma come uno tosto.
C’è poco da girarci intorno: solo il rettore, agitando davanti una carota ma tenendo ben saldo il bastone dietro la schiena, può tenere insieme il magma bollente dei desiderata di una facoltà da sempre in
ebollizione, ma oggi ingovernabile, divisa a metà e poi anche di più, se non si interviene dall’alto.
In ogni caso ecco quale è stato il risultato finale della riunione: il piano di programmazione (soldi per professori per programmi) resta esattamente quello di san Vincenzo Talesa, ex direttore, professione
fachiro, capace per anni di camminare sui carboni ardenti accessi sul cammino dai suoi colleghi.
Dopo questo risultato Grignani dovrebbe dimettersi?
Qualcuno dice che è stato di fatto sfiduciato, ma dimettersi e lasciare uno scranno, oggi come oggi, è roba da eroi. Spezziamo una lancia in suo favore: prima contiamo quanti docenti erano in settimana
bianca, quanti con indigestione da giovedì grasso in corso, poi decidiamo.
Magari però non c’è bisogno di convocare Archimede Pitagorico per capire che con i numeri di Grignani non si governa neanche una bocciofila, figurarsi un Dipartimento che è un deposito di tric trac e mortaretti come Medicina.

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