Il club rossoverde verso il fallimento. L’assemblea dei soci dura mezz’ora
TERNI – E Fabio Forti sbatte la porta. «Non sono più l’amministratore unico della Ternana. I Rizzo non hanno ricapitalizzato. L’assemblea è già terminata». Alle 19, mezzo’ora dopo, è tutto finito. La Ternana è in liquidazione e Calro Pantalloni, l’imprenditore che ha inviato la manifestazione d’ineteresse e che per dieci anni ha gestito aziende immobiliari in Croazia, ha incontrato il sindaco e il dg Mangiarano inutilmente. E’ uscito da Palazzo Spada perplesso: «La massa debitoria della Ternana è maggiore di quella che mi era stata rappresentata. In più la famiglia Rizzo ha avanzato una richiesta». Pantalloni ha dichiarato che il rappresentante della famiglia di imprenditori della sanità gli ha dato del burattino di Bandecchi. «Io sono disposto ad investire sulla mia città. Mi ha spiazzato la richiesta economica dei Rizzo». Si parla di 6 milioni di euro. I Rizzo vorrebbero rientrare in possesso dei soldi messi in campo da settembre ad oggi. Intanto, nello studio notarile Cirilli di via Roma, è accaduto quello che la città non avrebbe mai immaginato.



