PERUGIA – La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Francesco Filipponi, ha approvato all’unanimità la proposta di risoluzione “Tutela della geografia giudiziaria umbra e salvaguardia dei Tribunali di Terni e Spoleto”. L’atto nasce da una mozione sul tribunale di Terni, firmata dai consiglieri Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti, che l’Assemblea legislativa, nella seduta della settimana scorsa, ha deciso di rinviare in commissione (https://tinyurl.com/3yyhahh4). Ma accoglie anche le istanze di una mozione del consigliere Stefano Lisci (Pd) sul tribunale di Spoleto e la proposta di Donatella Tesei (Lega) di trattare unitamente le problematiche legate ai Tribunali di Terni, Perugia e Spoleto. Relatori in Aula saranno Francesco Filipponi (Pd) per la maggioranza e Donatella Tesei (Lega) per la minoranza.
La proposta di risoluzione impegna la Giunta “a rappresentare nelle sedi istituzionali competenti, con una posizione unitaria e coerente, la necessità di salvaguardare l’attuale assetto della geografia giudiziaria umbra, tutelando la permanenza e il pieno funzionamento dei Tribunali di Terni e Spoleto, nonché della Corte d’Appello di Perugia, e promuovendo, ove necessario, il potenziamento delle relative piante organiche, al fine di garantire prossimità, efficienza e continuità dei servizi giudiziari sull’intero territorio regionale”.
Nel testo si legge che “i Tribunali di Terni e Spoleto svolgono funzioni essenziali per garantire prossimità, continuità ed efficienza dei servizi di giustizia a beneficio dei cittadini, delle imprese e delle comunità locali. La riforma delle circoscrizioni giudiziarie del 2012 ha già ridotto in modo significativo la presenza degli uffici giudiziari in Umbria, lasciando attivi soltanto i tribunali di Perugia, Terni e Spoleto. La presenza del Tribunale di Terni e di quello di Spoleto costituisce un presupposto organizzativo della permanenza della Corte d’appello di Perugia, con la relativa Procura generale. Ulteriori chiusure o accorpamenti comprometterebbero in modo irreversibile l’accesso alla giustizia, con ricadute negative su cittadini, imprese, professionisti e amministrazioni locali, aggravando tempi, costi e disagi. La geografia giudiziaria deve essere valutata non solo sulla base di criteri numerici, ma anche tenendo conto delle specificità territoriali, socioeconomiche, infrastrutturali e di sicurezza pubblica. La Regione Umbria ha il dovere istituzionale di tutelare l’equilibrio del proprio sistema giudiziario e di rappresentare nelle sedi competenti le esigenze dei territori e delle comunità locali. Allo stato attuale non c’è nessuna iniziativa governativa volta alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, come da rassicurazioni pervenute dal sottosegretario al ministro dell’Interno Emanuele Prisco, e dall’onorevole Raffaele Nevi. Tuttavia, bisogna mantenere alta l’attenzione”.


