Università a Terni: Azione chiede un cambio di paradigma

«Basta parlare di contenitori, serve il Dipartimento»

Il dibattito sul “Rilancio strategico del polo universitario di Terni” approdato in Consiglio Regionale vuole interessarsi di un tema fondamentale, ma per la Segreteria Provinciale di Azione Terni è necessario cambiare radicalmente paradigma per non ricadere negli errori degli ultimi vent’anni.

«Non dobbiamo semplicemente parlare di “rilancio del Polo” — termine che ormai appartiene al passato — ma inaugurare una nuova fase – quella del Dipartimento – che parta dai contenuti e non dai contenitori. Come questa segreteria ha comunicato solo poche settimane fa, il punto di partenza imprescindibile è appunto il processo di costruzione del nuovo Dipartimento. Si tratta di un’opportunità irripetibile per la città, per la quale va riconosciuto al Magnifico Rettore il merito di aver messo in moto un processo al fine di perseguire questo obiettivo, investendo con forza sul territorio ternano. La politica ha ora il dovere di assistere e accompagnare l’Ateneo in questo percorso con atti chiari e certi».

Azione Terni in una nota, sollecita dunque a replicare il modello già avviato a Perugia nel marzo 2026. «Invece di rilanciare discussioni frammentate, serve un unico tavolo permanente che riunisca le istituzioni pubbliche con Università e ADISU per trasformare le ipotesi in realtà infrastrutturali e servizi concreti. Seguendo l’esempio dei tavoli Operativi perugini, la discussione deve vertere suipilastri del lavoro e ricerca, con iniziative per l’innovazione e l’inserimento lavorativo dei laureati nel tessuto produttivo locale; dell’Housing Universitario, con strategie reali per l’accoglienza e l’alloggio degli studenti; su benessere e cultura, con progetti per la qualità della vita studentesca e dei cittadini»

«Bisogna uscire – prosegue la segreteria di Azione – dall’impostazione per la quale si parte dai luoghi da riempire; è tempo di superare la logica del “dove ci mettiamo” per concentrarsi sul “cosa facciamo”. Il rilancio del continuo rimpallo tra sedi — Ex Banca d’Italia, Pentima, Ex-Foresteria, Ex CMM — ha generato per anni solo incertezza e confusione (che non agevola l’insediamento universitario ma, al contrario, lo rallenta) eseguendo queste modalità continuerà a farlo. La pianificazione deve essere strutturale, definitiva e organica tra le parti interessate mettendo al centro tutti Servizi reali: Senza mense funzionanti e alloggi dignitosi (Diritto allo Studio), Terni non potrà mai essere realmente attrattiva per i fuori sede»

«Se il sopralluogo della seconda commissione regionale previsto a Pentima per il prossimo 27 aprile prevederà la presenza di tutte le parti in causa (Regione, Università, ADISU, Comune) potrà essere un primo passo in questa direzione ma se ne mancasse anche solo una di queste sarebbe l’ennesima occasione perduta. Solo con un approccio collegiale integrato e sinergico mettendo al centro i contenuti indicati dall’Università e garantendo standard di accoglienza certi, potremo finalmente far sì che gli studenti non siano solo di passaggio, ma diventino parte integrante del tessuto sociale e produttivo della città. La politica deve fare un salto di qualità per dare un futuro solido per l’Ateneo nel territorio ternano» concludono dalla segreteria del partito di Carlo Calenda.

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