Sanità, Fdi: «A Pantalla promesse disattese, carenze e servizi in affanno»

Pace, Agabiti e Giambartolomei: «Personale insufficiente, reti solo sulla carta»

TODI (Perugia) – «Non una criticità isolata ma una vera e propria emergenza strutturale: la carenza di personale sanitario resta il nodo irrisolto dell’ospedale di Pantalla, nonostante le facili promesse fatte dalla presidente Stefania Proietti in campagna elettorale». È un affondo diretto quello dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti al termine del sopralluogo effettuato questa mattina nel presidio della Media Valle del Tevere, insieme agli amministratori locali.

Alla visita hanno partecipato Manuela Taglia, consigliere comunale di Fratelli d’Italia al Comune di Marsciano; Claudio Ranchicchio, vicesindaco di Todi; Francesca Marchini, assessore al Comune di Deruta; Pierluigi Pancrazi, consigliere comunale di Fratta Todina; Giorgio Tenneroni, presidente del Consiglio Comunale di Todi, oltre ad altri rappresentanti istituzionali del territorio. Presenti il direttore sanitario per la Usl Umbria 1 Ottavio Alessandro Nicastro e il direttore medico del presidio, Giuseppe Vallesi

«Abbiamo voluto verificare direttamente le condizioni della struttura – spiegano – e il quadro emerso conferma una carenza strutturale di personale: medici, infermieri e operatori socio-sanitari non sono sufficienti nella maggior parte dei reparti, nonostante gli annunci degli ultimi mesi». Nel mirino anche la gestione organizzativa: «Si continua a sopperire alle carenze spostando personale da altri ospedali, invece di investire su nuove assunzioni. Un approccio che non risolve il problema ma lo sposta altrove». E sulle reti sanitarie: «Restano un tema annunciato ma non attuato: si parla da anni di riorganizzazione, ma sul piano concreto non si vedono risultati». Tra le criticità segnalate «il rallentamento dell’attività in reparti come la gastroenterologia, dove è stata evidenziata la necessità di riattivare servizi fondamentali a supporto della chirurgia». Un quadro che, sottolineano, «alimenta le preoccupazioni di cittadini e operatori sanitari».

Accanto alle difficoltà, emergono anche «alcune eccellenze, come la radiologia con tecnologie avanzate per la Tac cardiaca, capaci di attrarre mobilità attiva», e «gli investimenti nel settore riabilitativo, su cui la struttura sta investendo, con l’obiettivo di ampliare l’offerta anche alla riabilitazione neurologica» Tuttavia, aggiungono, «non bastano a compensare un sistema che mostra ancora evidenti fragilità.

«Il punto centrale – concludono Pace, Agabiti e Giambartolomei – è che la carenza di personale, che in passato veniva minimizzata o indicata come superabile in tempi rapidi, è ancora oggi la principale emergenza. Non basta riconoscere che si tratta di un problema nazionale: servono risposte concrete a livello locale. I territori, i cittadini e gli operatori sanitari continuano ad attendere soluzioni che, ad oggi, non sono ancora arrivate».

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