Lucrezia Proietti: «Cercheremo di ricordarla attraverso la più spirituale delle arti, la misica, che amava».
AURORA PROVANTINI
TERNI – Trentatré edizioni di Piediluco festival, la prima senza Catia Proietti, per tutti la “Contessa”. E siccome la scomparsa, peraltro improvvisa, di quella personalità vivace e dolce che nessuno immaginava potesse essere scalfita tanto era incardinata nella comunità, ha provocato un dolore collettivo immenso, aprire il festival che ha contribuito a creare con un concerto che la celebra significa continuare ad immaginarla tra il pubblico. Ovviamente sempre abbronzata, sprint (arrivava in bicicletta anche ai concerti), ironica e scanzonata. La musica era la sua passione insieme al lago. «Proverbiale la sua ostinazione e la sua caparbietà – ricorda Lucrezia Proietti, direttore artistico del festival – con cui ha affrontato anche l’impegno nella associazione Mirabil Eco di cui è stata socia fondatrice nel lontano 1992». Perciò la dedica: «Cercheremo di ricordarla attraverso la più spirituale delle arti, la musica, che amava, nel Santuario di San Francesco di Piediluco, centro della nostra comunità, con il concerto del trio friulano BuZuRu dedicato al repertorio cameristico ottocentesco, il 29 giugno alle 21».
Diciamo che l’edizione 2026 è quella delle ricorrenze e delle celebrazioni, che Lucreazia Proietti ha voluto interpretare. Deep Blue (il titolo) è il nome del calcolatore che giocò la partita a scacchi più famosa della storia, contro Kasparov, e rappresenta uno spartiacque storico dell’intelligenza artificiale. Poi c’è il concerto per Catia, la mostra fotografica che ripercorre le ultime del festival attraverso i ritratti di Maurizio Sabatini, la presentazione del libro di Arnaldo Casali sulla figura di Francesco al Cinema (con la partecipazione del compositore e pianista Paolo Paniconi) nell’anniversario francescano.


