Marco Brunacci
TERNI – 450 o 600 posti letto? L’ospedale che non c’è (e difficilmente ci sarà) divide il centrosinistra e la maggioranza di governo in Regione.
Mentre a Perugia va in onda uno scontro lineare tra le tesi del Pd e quelle della presidente Proietti, in un’altalena di scintille e tregue, a Terni è in scena un dibattito un po’ surreale, ma dalle molteplici sfumature.
Un pezzo di M5s ternano vuole 600 posti letti per l’ospedale di Terni, ma l’ex sindaco Di Girolamo, anima del Pd di ieri di oggi e di domani, ritiene possibile anche 450. La Cgil fa il pendolo, ma non lascia solo la vecchia struttura di comando del Pci degli anni d’oro.
Perchè il dibattito è surreale? Perchè la Regione non sta facendo proprio nulla per realizzare il nuovo ospedale di Terni, mentre la politica ha, in questo momento, un problema diverso: giustificare la realizzazione dell’ospedale di Narni-Amelia.
In realtà la giustificazione non c’è neanche se a Terni fossero previsti 100 posti letto. Ma in realtà a guardare da vicino, tutto fa pensare che non ci siano proprio le basi per procedere alla costruzione del nuovo ospedale di Narni-Amelia.
Non ha un senso dal punto di vista sanitario. Ma anche sul piano economico, settimana dopo settimana, vede allontanarsi appoggi.
E’ vero: qui le elezioni si avvicinano, partendo dal test delle comunali di Narni. Ma portare a casa il risultato è, giorno dopo giorno, più complicato. Invece sembra sempre più evidente che così si vanno ad acuire le tensioni tra la presidente della giunta regionale Proietti e i suoi assessori (in questo caso De Rebotti).
La corda si tira sempre più, Proietti sembra invincibile perchè, pur di governare, ha abolito anche uno dei pilastri del pensiero dell’Occidente, il principio di non contraddizione di Aristotele (se A è A non può essere “non A”). Ma è anche imprevedibile. Terni resta in mezzo e prende colpi da una parte all’altra: i tecnici della Regione avrebbero ulteriormente spiegato a quelli del Comune di Terni che la clinica-stadio è stata bocciata, in tutte le sue forme, dalla Regione medesima. Dimostrazione che la decisione sulla clinica-stadio era politica e di tecnico aveva solo il pretesto.
Contenti i privati perugini, penalizzata ufficialmente Terni. Si potrà andare avanti così?


