Sguardi da Gaza: a Terni la mostra fotografica che rompe il silenzio

Sei reporter palestinesi raccontano il dramma della Striscia nello Spazio 22 fino al 14 giugno

Ha aperto i battenti a Terni la mostra fotografica I Grant You Refuge, un viaggio visivo profondo e doloroso dentro la tragedia che sta colpendo la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza. L’esposizione, allestita nei locali di Spazio 22 in piazza del Mercato 22, è promossa dal Coordinamento Ternano per la Palestina e dal Centro Studi per la Scuola Pubblica e rimarrà aperta al pubblico fino al 14 giugno 2026, con orario visite previsto tutti i giorni dalle 17 alle 20. Il percorso espositivo mette insieme gli scatti realizzati da sei reporter palestinesi sul campo: Jihad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Jaras e Shadi Al-Tabatibi. I fotografi documentano dall’interno gli effetti devastanti del conflitto, portando alla luce la distruzione, la sofferenza ma anche la quotidiana resistenza della popolazione civile. Si tratta di immagini dirette e senza filtri che offrono un punto di vista ravvicinato, una narrazione che difficilmente riesce a trovare spazio all’interno dei canali informativi tradizionali dell’Occidente.

Le fotografie mostrano i volti, le macerie e le storie di chi vive ogni giorno sotto i bombardamenti e deve fare i conti con continui sfollamenti e privazioni. L’esposizione, curata da Paolo Patruno, prende il suo nome, I Grant You Refuge, dall’omonima poesia scritta da Hiba Abu Nada, intellettuale e poetessa palestinese che ha perso la vita in un bombardamento nel mese di ottobre del 2023. L’iniziativa si propone come una testimonianza storica e umana per spingere i visitatori a confrontarsi con la realtà della Striscia di Gaza. Per questa ragione gli organizzatori hanno rivolto un invito a tutta la cittadinanza, alle associazioni, al mondo della scuola e ai lavoratori a visitare lo spazio di piazza del Mercato fino al 14 giugno, convinti che la conoscenza diretta di queste immagini possa aiutare a superare l’indifferenza e a sviluppare una maggiore solidarietà.

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