Dentro e fuori Terni, flussi di pendolarismo verso la provincia e oltre

In distribuzione nazionale il volume degli economisti Giuseppe Croce e Francesco Armillei (Intermedia Edizioni) con la prefazione di Mauro Franceschini

TERNI – Guardare con occhio attento alla Terni di oggi e alle sue potenzialità attraverso un’analisi approfondita del pendolarismo. E’ l’approccio che propongono degli economisti Giuseppe Croce e Francesco Armillei con “Dentro e fuori Terni”. Un volume edito da Intermedia Edizioni in distribuzione nazionale dal 20 luglio. Un lavoro che nasce nel contesto del progetto editoriale “I quaderni di Umbriaeconomia” sostenuto da Confartigianato Umbria, che con questa iniziativa debutta in ambito editoriale.  Non a caso l’introduzione è firmata dal presidente di Confartigianato Imprese Terni, Mauro Franceschini.

«Il nostro Paese si confronta oggi con alcune trasformazioni strutturali destinate a incidere profondamente sulle città e sui sistemi urbani. Non solo l’invecchiamento della popolazione ma anche una crescente polarizzazione geografica che favorisce i centri più grandi e spesso lascia indietro quelli di minore dimensione. Terni, insieme all’intera Umbria, da tempo manifesta segnali di sofferenza sul piano demografico ed economico. La città è stata investita dapprima da un prolungato processo di deindustrializzazione e, successivamente, da un marcato invecchiamento della popolazione. Ne è derivata una traiettoria di progressivo declino. Molto più di gran parte delle altre città del Centro Italia, la Terni moderna è nata e cresciuta nel Novecento attraverso un’intensa fase di mobilità, con l’arrivo di lavoratori attratti dal lavoro nell’industria. Oggi, invece, attraversa una fase diversa, di segno opposto, nella quale soprattutto i giovani lasciano la città ancora una volta per motivi di lavoro. In questo quadro il pendolarismo rappresenta un altro lato del prisma della mobilità e, più in generale, della crescita o del declino della città».

Per la prima volta in questo lavoro viene presentato un quadro del pendolarismo per motivi di lavoro che riguarda la città di Terni su un arco temporale molto esteso. I dati presentati mostrano come la mobilità territoriale ridefinisce sia le relazioni tra il capoluogo e i centri minori circostanti sia la sua posizione nel Centro Italia, e come contribuisce a plasmare il profilo demografico, economico e sociale della città e, quindi, la sua identità e il suo cambiamento.

Di particolare rilievo l’analisi che vede la città esercitare una forte attrazione nei confronti della forza lavoro che proviene dai comuni limitrofi. Il pendolarismo in entrata e in uscita rispetto a Roma continua a crescere, essendo aumentato del 180 % rispetto al 1991. La seconda città di destinazione è Perugia dove si recano ogni giorno oltre 400 pendolari da Terni. La città esprime una grande capacità attrattiva mentre ben l’84% dei lavoratori residenti a Terni lavora nel proprio comune di residenza. La centralità della città rispetto al proprio territorio, tema da cui deriva l’espressione “Grande Terni”, è dimostrata dai numeri e dai flussi collegati al mercato del lavoro: tutti i comuni confinanti con il capoluogo di provincia, Narni compresa, hanno almeno il 30 % dei loro lavoratori che lavorano a Terni.


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