TERNI – I costi della democrazia per il consiglio comunale di Terni sono particolarmente elevati.
Un gettone tira l’altro e così Palazzo Spada è costretto ad aumentare le risorse da destinare al funzionamento dell’assemblea e al lavoro delle commissioni consigliari. Commissioni che magari durano dieci minuti di orologio oppure che si riuniscono abitualmente due volte alla settimana, come la quarta commissione presieduta da Francesco Maria Ferranti.
Facendola breve i 300 mila euro che erano stati previsti per gettoni e rimborsi non bastano. Nell’assestamento di bilancio che verrà portato in aula mercoledì e giovedì prossimo sono previsti altri 40 mila euro. Una ulteriore destinazione che non è passata inosservata e che sta scatenando una ondata di indignazione nei social.
Il consiglio comunale in effetti costa un bel po’ ai cittadini. Le commissioni sono quattro e si riuniscono ognuna almeno una volta alla settimana. Ma c’è chi fa il bis, addirittura il tris. I consiglieri ternani hanno un unico limite, non possono incassare più di 2.760 euro mensii. Non possono superare, per regolamento, più di un quarto di quanto prende il sindaco Stefano Bandecchi, 11 mila euro al mese.


