Medici in corsia
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Simonetti (M5S): «Sulle dipendenze servono servizi forti e una risposta integrata»

TERNI – La nota del consigliere regionale: «Il dato che colloca Terni al primo posto, tra le città monitorate, per presenza di eroina rilevata nelle acque reflue impone una riflessione seria e un impegno ancora maggiore nel rafforzare prevenzione, cura e servizi di fronte a un fenomeno che continua a evolversi”, lo afferma il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti per il quale “è giusto riconoscere il lavoro che in questi anni hanno svolto gli operatori dei servizi per le dipendenze, spesso in condizioni difficili e con risorse limitate. Troppo spesso – sottolinea – la politica si è ricordata di questo settore soltanto quando c’era da attribuire presunte responsabilità, anziché sostenere concretamente chi ogni giorno lavora sul territorio accanto alle persone più fragili».

«Il mondo delle dipendenze – osserva il capogruppo pentastellato – è profondamente cambiato. Sempre più spesso il consumo di sostanze si accompagna a disturbi psichiatrici, fragilità emotive e forme di autoterapia, soprattutto tra gli adolescenti e i giovani. Per questo serve un approccio che superi la separazione tra dipendenze e salute mentale, mettendo al centro la persona e non soltanto la sostanza. In questa direzione va il nuovo Dipartimento integrato della salute mentale e delle dipendenze previsto dal Piano socio-sanitario regionale, insieme all’istituzione dell’Osservatorio regionale sulla salute mentale e il benessere psicologico dei giovani. Sono strumenti importanti per comprendere meglio i nuovi bisogni, programmare gli interventi e costruire una rete territoriale sempre più efficace».

«Accanto al potenziamento dei servizi – continua Simonetti – sarà fondamentale investire anche nella formazione. Le nuove dipendenze richiedono competenze sempre più specifiche e multidisciplinari: per questo sarebbe importante promuovere, in collaborazione con il sistema universitario, percorsi di alta formazione e specializzazioni dedicate, capaci di preparare professionisti in grado di affrontare fenomeni sempre più complessi e strettamente connessi alla salute mentale. La sfida – conclude – è continuare a investire nei servizi, nella prevenzione e nell’intercettazione precoce del disagio, valorizzando il lavoro degli operatori e sostenendo le famiglie. È così che si affronta un fenomeno complesso, senza cercare capri espiatori, ma costruendo risposte concrete e durature».

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