Su Umbra acque il centrodestra riesce a spaccarsi e consolida l’asse Bori-Ferdinandi

Il lavoro di tessitura (lista Calzoni con Belli) lo hanno fatto i feldmarescialli Gallina e Ferroni, che sono riusciti a far litigare l’opposizione. Conferma per Buonfiglio, la donna più potente dell’Umbria

di M.Brun.

PERUGIA – Umbra acque, il 96% dei presenti e votanti vanno sulla lista, guidata da una commercialista di area, Paola Calzoni, proposta del centrosinistra (con Vantaggi, Fagioli, Gallinella e Belli).
Come mai? Presto detto: nella lista del centrosinistra c’era anche il commercialista Belli, civico di centrodestra, e il centrodestra – prima frammentato, poi con Fi divisa, la Lega di fatto un passo indietro e Fdi in imbarazzo – ha finito per spaccarsi.
Alle strette: al voto sui nuovi vertici di Umbra acque erano presenti solo 6 sindaci (c’erano tra gli altri il forzista Ruggiano e Fiorucci) su 12 del centrodestra, e i 6 hanno votato insieme con il centrosinistra, a partire da Ruggiano.
Romizi e Liberti (sindaco di Torgiano di Forza Italia) volevano fare due liste per candidarsi in solitaria, ma alla fine ha prevalso l’idea della lista unica con Belli (civico di centrodestra).
In realtà il centrodestra ha litigato per giorni sulla posizione da tenere, mentre di qua è passato l’asse Pd regionale-sindaca di Perugia.
Un piccolo capolavoro di tessitura di Daniele Gallina e Andrea Ferroni, i feldmarescialli rispettivamente di Bori e Ferdinandi.
Il senso politico del voto è chiaro: l’asse Bori-Ferdinandi regge. Ma l’opposizione è riuscita a perdersi nella nebbia. Un campanello d’allarme non di poco conto.
Ps. Una certezza resta invece la ad Buonfiglio, manager con delega all’Umbria per conto di Acea, che resterà la donna piu potente della regione, sommando le cariche a Perugia (Umbra acque) e a Terni (Asm).

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