Di Neo Petronio arbiter
PERUGIA – Umbria Jazz parade.
…
Uno. Dopo la sfortunata prima edizione di UmbriaJazz dell’era Proietti, la scorsa, tra cene politiche con presenze solo di sinistra, allontanamento dello storico servizio di Security umbro, una politica sui pass criticatissima e un cartellone un po’ così, molto si è fatto quest’anno per tornare a una linea più vicina all’indiscusso successo degli ultimi anni.
…
Due. Allontanato (ma si continua davvero a pagare? Potrebbe essere considerato un problema dalla Corte dei Conti?) il direttore milanese Piccinelli, abolite le cene partitiche, tornate le star (da Sting che ha trainato da straordinario grande vecchio il week end, fino a Zucchero che chiuderà), richiamato in servizio il perugino Paggi per la sicurezza, sembrava tornato il sereno o quantomeno la normalità.
…
Tre. Non fosse che – come se una sinistra manina la volesse proprio tirare al grande vecchio patron Carlo Pagnotta – quest’anno si è deciso di affidare la ristorazione del prato di Santa Giuliana ai lombardi di Ristogest, campioni italiani di fiere e anche di eventi sportivi presso autodromi, togliendola al duo ultra umbro Fittuccia-Mencarelli (Hilton La Rosetta e la Taverna del Lupo Gubbio, mica poco eh), ma anche non considerando l’offerta di Villa Buitoni ed Antonello Orlandi, uno che gli eventi privati più importanti di Perugia li firma quasi tutti.
No, gli umbri non erano proprio più considerati del livello giusto da chi gestisce ora la Fondazione.
Umbria7 – al netto di eventuali ricorsi, di cui si narra, da parte dei ristoratori umbri esclusi – aveva avvertito dei potenziali rischi: una ristorazione con un suo specifico lontano da qui e nessun legame con l’Umbria, né di manodopera né di prodotto tipico, non poteva forse avere come solo effetto quello di far partire soldi dalla regione verso il nord?
Era un’anticipazione?Mah. Ecco che oggi entrare nella mitica Arena Santa Giuliana, dai cancelli di Largo Cacciatori delle Alpi, è effettivamente un’esperienza: addio prato, sostituito da una pedana di plastica continua, addio palco per i concerti del pre serata, addio lounge, spostata dall’altro lato dell’arena come se i nuovi vip di sinistra si volessero nascondere a quello che una volta era il loro popolo.
Insomma addio vibes di musica, eleganza, cene all’aperto, chiacchiere e relazioni.
Spazio però a tavolate da grandi numeri proprio all’ingresso e un grande (e brutto) tendone di plastica a coprire totalmente tovaglie a quadrettoni bianchi e rossi.
Il ristorante è solo e completamente al chiuso, isolato dal passaggio e dalla musica.
Ciliegina sulla torta, ma questo da sconcerto, le insegne stile luna park.
E siccome si potrebbe non credere a tutto questo, eccovi le foto del nuovo assetto dell’area ristorazione.
…
Quattro. Per l’appalto importante che la più grande manifestazione umbra, alimentata largamente con fondi pubblici, è stata una grande idea escludere ogni protagonista umbro, con tutte le ricadute sul prodotto locale, per ottenere questo risultato e finire per privare la gente di uno dei momenti più caratteristici di UmbriaJazz, ovvero la cena sul prato del Santa Giuliana? Sarà questo il nuovo che avanza? Davvero qualcuno può gioire di questa “svolta”?
…
Cinque. Cambiamo argomento. Raccontano dell’ultranovantenne mito della grande kermesse umbra Pagnotta molto, ma molto irritato. Raccontano che un membro del cda (possibile?) fosse a un passo dall’avere una suite a disposizione, pass come se piovesse e perfino due stalli per l’auto all’Arena Santa Giuliana. Pensate: raccontano che ci sia di mezzo pure la Regione.
No, non è possibile. Forse solo voci infingarde. Forse. Ma controllate almeno che il mito della grande kermesse, Pagnotta, non sia irritato.




