M.BRUN.
TERNI – Verso le elezioni, un po’ puntate iniziando dal fronte ternano.
A nessuno sfugge che tra le tante incognite, una certezza sulle prossime elezioni politiche esiste: ci sarà un candidato ternano in uno dei due collegi (Camera e Senato), con posto sicuro per il Pd.
I ben informati raccontano il derby prossimo venturo: sarà- dicono – Trappolino contro Sereni.
Sereni? Addirittura? Possibile? E allora ecco che ti spiegano. Ascoltare.
Come si sa si terrà dal 28 agosto al 6 settembre la Festa del Partito Democratico di Terni, che dopo molti anni torna al Parco della Passeggiata.
Un ritorno in grande stile, raccontano: l’edizione 2026 è stata presentata come festa nazionale dedicata ai temi della salute, un riconoscimento importante per la città e per l’Umbria.
Fin qui, tutto bene. O quasi.
Perché già qualcosa si è incrinato.
Sabato scorso è stato comunicato ai volontari che non si terranno i tradizionali stand gastronomici, elemento storico della festa, a causa di un grave errore organizzativo nella presentazione delle domande necessarie. Una notizia che circolava già dalla settimana precedente, tanto che si erano valutate soluzioni alternative: spostare la location, modificare le date, persino ridimensionare l’impianto complessivo.
Ma, secondo quanto riferito da più fonti interne, Marina Sereni avrebbe bocciato ogni ipotesi di ripiego.
Il motivo, spiegano, è semplice: Sereni ha seguito direttamente l’organizzazione delle iniziative politiche, essendo responsabile nazionale del dipartimento Salute e Sanità. E questa festa, più che un appuntamento locale, sembra essere diventata la sua vetrina politica.
Marina Sereni, quattro legislature alle spalle, è considerata in rampa di lancio per una nuova candidatura alle prossime politiche. C’è chi ipotizza addirittura il suo nome nella rosa dei possibili ministri della Salute. In questo quadro, la scelta di Terni non è casuale: è l’unico territorio umbro dove Sereni – così come Verini e Ascani – può contare su piena agibilità politica.
Un luogo dove la macchina del partito risponde, dove i rapporti sono consolidati e che ormai rappresenta il vero fortino della minoranza regionale del Partito Democratico.
E una festa nazionale sulla salute, nel suo territorio più sicuro, è un’occasione che difficilmente si lascia scappare.
E così è arrivato il verdetto che circola con insistenza:
“La festa si fa, punto e stop.”
A supportarla nel lavoro, come sempre, Leo Di Girolamo, i suoi fedelissimi e un po’ anche il defilato ma sempre in gambissima Paolo Raffaelli, un po’ McArthur, un tantino sommo Richelieu delle grandi operazioni, degne di questo nome a Terni.
Diciamocelo: c’e’ chi scalcia nel partito e non ci sta a farsi guidare dagli antichi saggi. Ma la sfida è complicata.
Insomma, alla fine, alla Festa del partito, che potrebbe promuovere Sereni, un’incollatura avanti a Trappolino per le elezioni parlamentari, niente pizzole, niente ristorante, niente tradizionali bancarelle, ma almeno un abbraccio di Marina ad accogliervi.


