Marco Brunacci
PERUGIA – Una notizia che potrebbe cambiare radicalmente il dibattito sulla sanità in corso: i bilanci previsionali delle 4 aziende, tra territoriali e universitarie, della sanità del territorio umbro mostrebbero affanni non previsti.
Si parla di un considerevole aumento dello squilibrio, che per altro viene dato per strutturale e per compensare il quale possono essere utilizzati fondi specifici.
Non si dimentica la sparata sui 243 milioni di squilibrio della sanità denunciati da Proietti appena arrivata a Palazzo Donini, per dimostrare un buco di bilancio sanitario che non c’era e per varare quella non giustificata stangata delle tasse che, nei modi e nella quantità, non ha eguali tra le altre Regioni.
Ma oggi il problema pare molto serio: rispetto alla cifra di allora (243 milioni), ci sarebbe un aumento molto rilevante dello squilibrio.
Qui si deve ricorrere al condizionale perché i dati della sanità sono blindati in cassaforte da Proietti e Donetti e tutta la Giunta, in barba a ogni trasparenza di governo, nella speranza che la gente creda alla propaganda di stato della Regione.
Basta girare tra i social “amici” della maggioranza in Regione per capire però che il vento è radicalmente cambiato.
Ma la questione sanità, sui bilanci come sulle liste d’attesa e su ogni altro aspetto, è troppo seria per essere ridotta a un vaffa via internet.
E allora: dai bilanci previsionali arriverebbe un preoccupante allarme sui conti di tutte e 4 le aziende della sanità. È troppo chiedere dati ufficiali, un po’ di chiarezza e, se del caso, quali idee ci sono per rimettere in rotta di sicurezza il fragile vascello?


