Marco Brunacci
TERNI – “Non può essere considerata una cosa seria, da qualunque parte la si guardi”.
Umbria7 ha evidenziato i 5 buchi neri in cui non può non cadere il presunto “progetto” della giunta regionale a guida Proietti sul nuovo ospedale di Terni, che dovrebbe sorgere in una curiosa località che si chiama “Sabbione” con vista su un vocabolo “Palude” che già sono tutto un programma sulla tenuta idrogeologica del posto (lo studio Bidini che ha firmato lo studio sui siti possibili del nuovo ospedale garantisce anche la tenuta del terreno e le eventuali infiltrazione di acqua?).
Ma ora arriva la stroncatura del tecnico che sicuramente ha studiato più in questi anni il dossier ospedale nuovo e ne conosce tutti i risvolti. Probabilmente unico in Umbria.
Si chiama Sergio Anibaldi, fa per mestiere il tecnico, e da qualche mese è l’assessore della giunta Bandecchi.
Sa quanto è importante il nuovo ospedale per Terni e vorrebbe costruirlo ma su basi vere.
Lasciando da parte l’idrogeologia, Annibaldi si concentrato sulla tempistica del DOCFAP, documento indispensabile per la realizzazione di un’opera: “E’ stato varato il 31 luglio sulla base di un quadro esigenziale che è stato approvato il 29 luglio”.
Tra l’altro questo quadro è in larghissima parte frutto del lavoro del dg Giuseppe Chiarelli che è tornato a parlare dopo 4 anni di silenzio ad Umbria7 per dire che “il lavoro era stato fatto con la massima cura, in collaborazione con un Istituto come quello di Firenze, da considerare il meglio in Italia”.
Chiarelli si prese le critiche dell’opposizione, fu poco difeso dall’allora maggioranza, ma che il suo lavoro venga usato per questo assurdo sprint estivo va considerato una sorta di colmo.
Ma Anibaldi prosegue la disamina della proposta Proietti: “Gli stessi tecnici della Regione che avevano concluso per il mantenimento del nuovo ospedale a Colle Obito, adesso dicono che bisogna spostarlo. Ma c’è una qualche logica in tutto questo”.
Ovviamente Anibaldi sottolinea come servirebbe uno sforzo enorme, prima di tutto economico per supportare Colle Obito, finora centro motore dello sviluppo per Terni.
Su quel Colle, l’Università ha investito per rendere piu forte la sua presenza.
E Chiarelli sottolinea che “se c’è oggi la struttura di Neurochirurgia che c’è, lo si deve anche per il paziente lavoro fatto durante i miri anni da dg, come riconosciuto da alcuni tra i medici più esperti già in quel periodo”.
Ma Anibaldi continua la sua disamina: i tempi e modi a cui si è arrivati alla decisione già sono una evidenza della mancata serietà, come il dietro-front dei tecnici regionali.
Assurdo anche il riferimento, posto a fondamento del DOCFAP, a una delibera del 2023 della presidente Tesei che garantiva gli 80 posti letto alla famosa clinica stadio poi cancellata dalla gestione Proietti, in mancanza di una qualunque programmazione sanitaria, visto che l’approvazione del Piano sociosanitario regionale è diventata una barzelletta.
L’abbandono di Colle Obito poi aprirà una voragine che, semplicemente, il presunto progetto di Proietti non prende in considerazione.
Ce n’è abbastanza per buttare nel cestino questa genialata, “scelta politica”, di Anibaldi, ma di sicuro a scopo propagandistico?
No. C’è anche una parte finanziaria che fa concludere per l’assenza di serietà nel piano.
Dice Anibaldi: “Il 22 luglio la Regione approva uno specifico atto per avvalersi della consulenza di Cassa depositi e prestiti. Come mai non c’è alcuna firma di tecnici di Cdp nel DOCFAP?”.
Un giallo, che si tinge di rosso visto che i riferimenti finanziari del piano (servirebbero 550 milioni, ma senza contare un gran numero di cose) sono a 280 milioni di INAIL che in questa fase, tecnicamente, non possono essere considerati
e a 70 milioni che verrebbero “sversati” su Terni dal progetto del nuovo ospedale di Narni-Amelia.
In definitiva l’unica prospettiva finanziaria è un maxi-indebitamento che determinerà la vita di Terni e dell’Umbria?
Proietti si è dimenticata di dire alla sua maggioranza, al sindaco di Narni, Lucarelli, ai vertici Cgil e agli umbri tutti che non si farà più?
O si conta ancora sulla discesa in campo dei prestigiatori e giocolieri e soprattutto i clown, di cui sembra volersi avvalere la presidente?


