Troppi ritardi, il Verdi dice addio al Pnrr

L’opera pubblica esce dai finanziamenti europei. L’amministrazione Bandecchi spera nei fondi statali

AURORA PROVANTINI

 
TERNI – Troppi  ritardi, troppi nidi di rondine, troppi scavi e troppe bonifiche belliche. I lavori di ricostruzione del teatro Verdi sono indietrissimo. Neanche a metà dell’opera. E l’amministrazione Bandecchi, per non incorrere nelle sanzioni dell’Unione Europea, decide di uscire dal Pnrr. Un’operazione di salvaguardia del progetto, nella speranza che lo Stato intervenga con fondi propri. Al momento, all’appello mancano quasi 5 milioni di euro, a fronte di un impegno complessivo di spesa di oltre 22 milioni di euro. Nel concreto, il Comune di Terni – Direzione lavori pubblici – ha inoltrato istanza per l’uscita del progetto dal perimetro Pnrr, avendo constatato l’impossibilità di rispettare le scadenze imposte dal Pnrr, a favore di una rimodulazione delle fonti di finanziamento. Il progetto rimarrà tra gli interventi Pnrr, ma si avvarrà del finanziamento RRF a di altri fondi ancora da stabilire.  Ecco, ancora da stabilire. Perché  è vero che il progetto dovrebbe essere inserito in una nuova bozza di decreto ministeriale, ma è anche vero che il finanziamento sostitutivo ancora non risulta assegnato. Il cantiere, dunque, va avanti grazie alle risorse già disponibili e alle anticipazioni di cassa, ma la copertura finale dipende dal decreto che per il momento non c’è. Restano fuori, comunque, gli arredi del nuovo teatro comunale, il materiale scenico e alcune finiture necessarie per rendere il Verdi effettivamente utilizzabile.  

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