di Marco Brunacci
PERUGIA – Nella pigra Umbria, in un pigro agosto surriscaldato, ecco la bomba che non ti aspetti.
In Coldiretti termina il ventennio di Albano Agabiti, agricoltore in Amelia, imperatore pacioso di una delle associazioni più attrezzate in quanto a numeri e radicamento sul territorio per contare nel panorama umbro, che si è dimesso dall’incarico di presidente regionale per accettare un incarico nazionale.
I segnali nel cielo dicono che sta per iniziare l’era di Dominga Cotarella. L’accordo c’è, il voto “tecnico” ci sarà a settembre.
Un cambio di routine? Tutto fa pensare piuttosto a una rivoluzione.
Tanto bonario, accomodante, nemico di nessuno, mediatore, grigio nel verde, è stato Agabiti. Tanto brillante, innovatrice, iperattiva, appassionata, visionaria, poco umbra se umbro è il laissez faire e la rassegnazione, lucida stratega di Famiglia Cotarella, sinonimo della grande enologia nel mondo col padre Riccardo e lo zio Renzo, è Dominga.
Se l’agricoltura è a un bivio, tra il tirare a campare e lo sfinimento del quotidiano, tra un contributo e l’altro, nell’attesa di un domani che è gia ieri, l’era di Dominga Cotarella potrebbe essere rugiada su foglie avvizzite.
Il suo credo: turismo come volano, qualità come missione, sociale come campo per testare le grandi potenzialità di un ritorno alla terra che non può non essere che antica, modernissima ospitalità.
Se gli unici risultati positivi dell’Umbria economica oggi sono quelli del turismo legato alle colline e al tempo recuperato, al respiro della natura, al ritorno alla saggezza della terra, al buon bicchiere di vino con la scaglia di pecorino, al riposo nella cascina tra gli olivi, ecco che l’agricoltura diventa il futuro di questa regione, al momento in tutto così tanto marginale.
La storia di Cotarella – un fuoco d’artificio di idee e iniziative, intuizioni, capacità di intercettare il nuovo, rilievo dato a comunicazione e relazioni, pensare e lavorare in prospettiva – depone in suo favore: può essere la voce giusta di Coldiretti in questa fase di transizione e vincere la sfida, per complessa che sia.
Presto si vedrà.


