Narni torna nel Medioevo: quattro giorni tra Boccaccio, storia e rievocazione

Dal 3 al 6 settembre la sesta edizione del Festival delle Arti del Medioevo. Al centro il mondo del Trecento, l’Università dei Rievocatori e il progetto europeo Eu.A.R.T.H.E.C.

NARNI – Quattro giorni per immergersi nel Medioevo, tra letteratura, storia, mestieri, vita quotidiana e rievocazione. Torna a Narni, dal 3 al 6 settembre, il Festival delle Arti del Medioevo, giunto alla sua sesta edizione e quest’anno dedicato al mondo di Giovanni Boccaccio. Il tema scelto è “Giovanni Boccaccio. La storia, le storie: tra letteratura e verosimiglianza”, un percorso attraverso il Trecento e la complessità della società del tempo, raccontata da uno dei più grandi autori della letteratura italiana. L’edizione 2026 si presenta però con una novità importante anche sul piano internazionale. Il progetto Eu.A.R.T.H.E.C. – European Academy for Reconstructed Traditions, Heritage, Environment and Craft, coordinato dall’Associazione Corsa all’Anello, è stato approvato e finanziato nell’ambito del programma Erasmus+, ottenendo 94 punti su 100.

Un progetto della durata di 14 mesi e con un budget complessivo di 60mila euro, che coinvolge, oltre all’Associazione Corsa all’Anello, l’Università di Pisa e partner provenienti da Romania e Bulgaria. L’obiettivo è trasformare la rievocazione storica, le tradizioni, le arti e i mestieri del passato in strumenti di formazione e apprendimento per gli adulti, attraverso laboratori, attività esperienziali, strumenti digitali e scambi internazionali. In questo contesto si inserisce il Festival delle Arti del Medioevo, che amplia la propria vocazione culturale e formativa con un ricco calendario di incontri, lezioni, attività didattiche e approfondimenti rivolti a rievocatori, studiosi, appassionati e pubblico.

Al centro torna anche l’Università dei Rievocatori, nata dalla collaborazione tra Ente Corsa all’Anello, Festival del Medioevo di Gubbio e Centro Studi Storici di Narni. Un’occasione di confronto tra ricerca storica e mondo della rievocazione, con la partecipazione di studiosi ed esperti. Il Trecento sarà raccontato attraverso numerosi aspetti della vita dell’epoca: dalle corti ai mercati, dalla poesia alla devozione, dai mestieri ai commerci, fino agli abiti, alle leggi suntuarie, al lusso e alla vita quotidiana. Spazio anche alle grandi trasformazioni economiche e sociali del XIV secolo, segnato profondamente dalla peste.

Il Festival sarà inoltre legato al ricordo di San Giovenale, patrono di Narni, in occasione dei 1650 anni dalla sua morte. Un filo conduttore che intreccia la storia e l’identità della città con una manifestazione che punta sempre di più ad aprirsi al confronto nazionale ed europeo. Il programma prenderà il via giovedì 3 settembre a Montoro con la presentazione del volume “Statuti di Montoro del 1495 e del 1513”. In serata spazio al caffè letterario e all’apertura ufficiale del Festival con “Le fontane danzanti” in piazza Acqua Nova.

Venerdì 4 settembre inizieranno le conferenze-lezioni dedicate, tra gli altri temi, agli spazi delle donne e ai ruoli femminili nelle feste della storia. In programma anche la Fiera del libro, la conferenza “La nudità di Francesco”, la messa in onore di San Giovenale e, in serata, la proiezione del film “L’Armata Brancaleone” di Mario Monicelli. Ricchissima la giornata di sabato 5 settembre, con approfondimenti dedicati a Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio, al cibo e al vino nell’Umbria medievale, all’abbigliamento trecentesco e alla figura del Gattamelata. Tra gli appuntamenti anche la visita agli ambienti medievali ricostruiti dai Terzieri, la rassegna d’arte multimediale “Still Creatures”, il banchetto medievale del Terziere Fraporta e una serata dedicata ai giochi da tavolo nel Medioevo.

La manifestazione si concluderà domenica 6 settembre con incontri dedicati alla Peste Nera, alle malattie e alle epidemie nella Narni del Trecento, alla scienza e all’arte nei “Tacuina Sanitatis” e al tema della prossima Corsa all’Anello, “Fiamma dal ciel 1377. La via del ritorno”. In programma anche giochi storici a squadre, un omaggio allo storico Marc Bloch, un nuovo appuntamento letterario e la serata conclusiva con “Ludus in Tabula”. Quattro giorni, dunque, in cui Narni tornerà a guardare al proprio passato, ma con uno sguardo rivolto al futuro della rievocazione storica, sempre più intesa come occasione di formazione, confronto, ricerca e valorizzazione del patrimonio culturale

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