Nuovo Santa Maria, servono scelte e responsabilità

Talamonti (per Terni Città Universitaria): «Il futuro della sanità passa dalla collaborazione istituzionale»

TERNI – «Sul nuovo ospedale di Terni esistono sensibilità diverse, e sarebbe sbagliato ignorarle. C’è chi ritiene che la nuova struttura debba essere realizzata nell’area già individuata e chi, invece, sostiene la necessità di valutare un sito alternativo. Un confronto – interviene Giocondo Talamondi, presidente dell’Associazione Culturale per Terni Città Universitaria – che può e deve essere affrontato con serietà, senza trasformarlo in un ulteriore elemento di divisione o, peggio ancora, in un motivo per rinviare ancora una volta le decisioni».

«La questione, infatti, non riguarda soltanto la localizzazione di un edificio. Riguarda il futuro della sanità ternana e la capacità delle istituzioni di progettare un sistema sanitario all’altezza delle esigenze dei cittadini, capace di affrontare le emergenze ma anche di garantire servizi efficienti nella quotidianità.

La pandemia ha rappresentato, da questo punto di vista, una lezione che non può essere dimenticata. In quei mesi difficili, il ruolo svolto dalla sanità pubblica è stato fondamentale. Ospedali, professionisti sanitari, servizi territoriali e istituzioni pubbliche hanno rappresentato un presidio essenziale per la tutela della salute collettiva. Quell’esperienza ci impone oggi di ripensare la sanità in termini di resilienza, prossimità e sostenibilità.

Il nuovo ospedale deve quindi essere parte di una visione più ampia. Non può essere semplicemente una struttura moderna dal punto di vista edilizio e tecnologico: deve essere funzionale, integrato con i nuovi servizi territoriali e inserito in un sistema capace di mettere in relazione ospedale, medicina di prossimità, prevenzione, assistenza e innovazione.

In questo percorso, l’accordo di programma rappresenta uno strumento fondamentale. Non soltanto sotto il profilo amministrativo, ma anche sotto quello politico e operativo. È attraverso un accordo chiaro che possono essere definite responsabilità, tempi e risorse tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti. Proprio per questo è necessario che l’accordo non rimanga un passaggio formale, ma diventi la cornice concreta dentro la quale assumere decisioni e avviare finalmente la fase realizzativa.

Terni non può permettersi ulteriori ritardi decisionali. Dopo anni di discussioni, è arrivato il momento di passare dalla fase del confronto a quella operativa, attraverso approfondimenti tecnici qualificati che consentano di valutare con rigore tutte le soluzioni possibili: sotto il profilo urbanistico, ambientale, viario, economico, infrastrutturale e sanitario.

Se l’obiettivo condiviso è quello di realizzare il nuovo ospedale, occorre però avere chiarezza anche sulle conseguenze delle diverse scelte. Il piano regolatore vigente prevede infatti la localizzazione dell’ospedale a Colle Obito. Se si dovesse optare per un sito diverso, sarà necessario che il Comune proceda alla modifica degli strumenti urbanistici, accompagnando la scelta con tutti gli atti amministrativi necessari.

Anche la disponibilità delle aree rappresenta un elemento decisivo. Sarebbe auspicabile che il sito individuato fosse di proprietà comunale, così da rendere più semplice e rapido il percorso. Qualora invece si scegliesse un’area appartenente a privati, occorrerebbe affrontare anche il tema degli eventuali espropri, con le inevitabili conseguenze sui tempi e sulla complessità dell’intervento.

Ecco perché la scelta del sito non può essere affrontata soltanto in termini politici o sulla base di preferenze territoriali. Servono valutazioni tecniche solide e trasparenti, capaci di mettere a confronto costi, tempi, accessibilità, qualità urbanistica e capacità di integrazione della struttura con il sistema sanitario del futuro.

In questo quadro, assume un’importanza particolare anche il rapporto con l’Università. Il nuovo ospedale deve essere concepito come una struttura aperta alla formazione, alla ricerca e all’innovazione. La disponibilità manifestata dal Rettore rappresenta un’opportunità che deve essere valorizzata e trasformata in una collaborazione forte e strutturata. Un rapporto stretto tra ospedale e università può contribuire a rafforzare la qualità dell’assistenza, la formazione dei professionisti e la capacità del territorio di attrarre competenze e investimenti.

La sfida, dunque, è costruire un ospedale moderno, funzionale e sostenibile, ma soprattutto costruire intorno ad esso un nuovo modello di sanità. Per riuscirci è indispensabile una forte collaborazione istituzionale tra Comune e Regione, accompagnata dal coinvolgimento dell’Università e di tutti gli altri soggetti interessati. Le diverse sensibilità sulla localizzazione possono essere legittimamente rappresentate. Ciò che non può più essere rinviato è la decisione sul percorso da seguire. Se si conferma Colle Obito, occorre procedere rapidamente con gli atti conseguenti. Se invece si ritiene preferibile un altro sito, bisogna assumersi la responsabilità di avviare immediatamente il percorso urbanistico e amministrativo necessario.

Il punto centrale è uno: non servono altre contrapposizioni, servono decisioni, responsabilità e tempi certi. La pandemia ci ha ricordato quanto sia importante avere una sanità pubblica forte e resiliente. Ora occorre tradurre quella consapevolezza in una progettualità concreta, capace di guardare ai prossimi decenni e non soltanto alle esigenze dell’immediato. Il nuovo ospedale di Terni può diventare un pezzo fondamentale di questa trasformazione. Ma perché ciò accada è necessario che le istituzioni lavorino insieme, mettano a disposizione competenze e risorse e, soprattutto, abbiano la capacità di scegliere. Dopo il confronto, deve arrivare il tempo dell’azione.

Come Associazione Culturale per Terni Città Universitaria, siamo disponibili a promuovere e organizzare un convegno aperto e partecipato dalla cittadinanza, nel quale mettere a confronto le diverse posizioni e, soprattutto, ascoltare i tecnici che sostengono le proprie convinzioni con dati, progetti e indicazioni precise sulle risorse necessarie per realizzare il nuovo ospedale. Perché su una scelta così importante non devono prevalere le contrapposizioni, ma la forza delle idee, la qualità delle proposte e la concretezza delle soluzioni.

Il problema non è semplice e nessuno può pensare di avere in tasca una soluzione preconfezionata: ma proprio per questo va affrontato con serietà, disponibilità all’ascolto e senso di responsabilità. E, soprattutto, con quell’amore per Terni che deve guidare ogni scelta quando in gioco c’è il futuro della nostra città e la salute dei suoi cittadini».

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