Marco Brunacci
TERNI – Arriva settembre. Uno dei dossier sui quali si ricomincerà a discutere è quello dell’ospedale nuovo di Terni. La presidente della Regione ha chiuso la passata stagione con l’annuncio secondo il quale il niovo osoedale di Terni nascerà in un posto che si chiama Sabbione e ha a che fare con un vocabolo detto Palude.
Un annuncio roboante almeno quanto sono state state severe le critiche.
Che si trattasse di una infelice uscita, finalizzata a cercare di interrompere il flusso delle accuse di immobilismo sulla questione che arrivavano da Terni, era chiaro fin da subito.
Ma alla ripresa sarà utile riflettere su altri fatti, che fanno ragionevolmente concludere: l’ospedale nuovo di Terni è sempre in alto mare, come prima del roboante annuncio.
Allora, gli ulteriori fatti: la direzione dell’azienda ospedale di Terni ha dato il via a investimenti milionari sul sito attuale dell’ospedale a Colle Obito, che fanno seguito ai molti interventi già effettuati in questi ultimi anni.
Sono in procinto di partire lavori per l’abitazione, la sala settoria e da ultimo, per una cifra che ha raggiunto 6,5 milioni, anche per il miglioramento sismico sui Corpi D, E, F e H del complesso ospedaliero.
Non ce n’è forse abbastanza per tornare ad azzerare tutto, rimettersi intorno a un tavolo coinvolgendo un tecnico che tutto conosce di questo dossier, il tecnico-assessore Anibaldi, e smettere di dire cose vuote con i ternani che hanno esaurito la pazienza?
Tutte queste spese non sono sufficienti per allarmare la Corte dei Conti sull’uso del denaro pubblico (tanti soldi spesi per lasciare al suo destino la struttura di Colle Obito)?
Ben sapendo che il dossier del nuovo ospedale di Terni si incrocia con il dossier Narni-Amelia.
E a quest’ultimo uno stop andrà pur dato, per evitare di indebitare la sanità umbra for ever and ever.
Un sussulto di serietà sarebbe una bellissima ripresa di settembre.


