TERNI – La risposta dell’assessora Tiziana Laudadio sui fondi regionali per gli asili nido, anziché chiudere la questione, ne apre probabilmente un’altra.
Il Comune spiega di non aver partecipato alla prima finestra perché i finanziamenti regionali riguardano i nuovi posti e l’abbattimento delle rette, mentre il personale necessario avrebbe comportato ulteriori costi per le casse comunali. Ma nel comunicato c’è un passaggio ancora più interessante. Secondo la Laudadio, per i nidi affidati in concessione la domanda dovrà essere presentata direttamente dal nuovo soggetto gestore, una volta insediato.
Ed è qui che nasce il cortocircuito. Peter Pan e via Cadore stanno infatti per essere affidati in concessione proprio nell’ambito di un’operazione che il Comune aveva motivato anche con la carenza di personale interno e che dovrebbe portare alla creazione di 39 nuovi posti. La Regione, intanto, ha previsto una seconda finestra del finanziamento a dicembre. La sequenza potrebbe quindi essere questa: oggi il Comune non presenta domanda; nei prossimi mesi affida i due nidi; a dicembre, secondo quanto affermato dalla stessa assessora, potrebbe essere il concessionario a trovarsi nelle condizioni di chiedere il finanziamento. Non significa, naturalmente, che il Comune abbia scelto di non partecipare alla prima finestra con l’obiettivo di lasciare i finanziamenti al futuro gestore. Non esistono elementi per affermarlo. Ma proprio le spiegazioni fornite dalla Laudadio rendono inevitabile una domanda: questa eventualità era stata considerata quando è stata decisa l’esternalizzazione?
Perché se a dicembre il problema del personale verrà superato grazie al concessionario e diventerà possibile accedere ai fondi regionali, allora la vicenda non riguarda soltanto la “mancanza dei requisiti” rivendicata oggi dall’amministrazione. Riguarda anche la programmazione. E c’è un secondo punto da chiarire: se il futuro concessionario dovesse ottenere il finanziamento regionale per i nuovi posti, come verranno considerate quelle risorse nell’equilibrio economico della concessione?
La domanda è particolarmente importante perché stiamo parlando di strutture comunali affidate a un soggetto privato e di nuovi posti che il Comune aveva già programmato.
Nessuna accusa, dunque. Ma una richiesta di trasparenza sì. Se nella prima finestra il Comune non poteva partecipare perché mancavano le condizioni economiche e organizzative e nella seconda potrà invece farlo il nuovo gestore dopo l’esternalizzazione, la Laudadio dovrebbe spiegare se questo scenario fosse già previsto e perché non sia stato possibile coordinare diversamente i tempi. Altrimenti il rischio è che la risposta data oggi per chiudere il caso finisca per aprirne uno ancora più interessante


