Caro energia, tutti vogliono Galleto

I 304 milioni di Kwh fanno gola ad Ast, Acea e Comune di Terni

TERNI – E’ iniziata la partita per la nuova concessione della centrala di Galleto. Quella attuale scadrà nel 2029. Il vista di quest’appuntamento il territorio intende giocare il suo ruolo: non vuole che la centrale di Papigno finisca di nuovo nelle mani dei grandi player nazionali. Il Gruppo Arvedi, nel suo recentissimo grido di allarme per le tariffe insostenibili dell’energia elettrica, ha esplicitamente indicato la centrale di Galleto come unica soluzione al problema. Perché il ritorno al nucleare –  ammesso che il Paese decida di imboccare questa strada –  richiede almeno dieci anni.  Ma Galleto, con una  produzione annua di circa 304 milioni di Kwh, non fa gola solo ad Ast. Il sindaco Stefano Bandecchi ha dichiarato più volte che Asm  dovrà partecipare alla gara per  la concessione. Più esattamente, Bandecchi pensa di costituire una  apposita società:  una nuova municipalizzata pubblico- privata, Comune di Terni – Acea, che possa distribuire sul territorio energia a prezzi calmierati, anche al sito siderurgico di viale Brin.

Un soluzione che non sembra accontentare la grande industria energivora ternana, che preferirebbe entrare in maniera diretta nella gestione della concessione anche per una quota parte dei 304 milioni di Kwh. Sono anni che si parla di un collegamento diretto tra Galleto e Ast:  il vero nodo del futuro delle acciaierie ternane.

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