La rivoluzione del commercio è alle porte. La maggioranza pronta a votare il nuovo insediemento a Borgo Rivo
TERNI. Gli ambulanti piangono, i negozi di vicinato soffrono la concorrenza dei centri commerciali, la politica si batte per l’apertura dell’ennesimo discount. Ecco Terni: il centro storico circondato da grandi insediamenti serviti da parcheggi gratuiti; la semiperiferia (già satura) sempre in espansione. Il mercato del mercoledì è ogni settimana più vuoto e gli esercizi all’interno della Ztl sono in agonia. L’ annuncio fatto dal sindaco Bandecchi di aprire i varchi il primo settembre (per sei mesi in via sperimentale), che ha fatto sognare i commercianti, si è rivelata una baggianata. Anche tutta la storia sul fatto che Terni è come Mosca, con troppi supermercati, ha fatto credere che Palazzo Spada non volesse più favorire l’apertura del Lidl in via del Centenario. Invece la maggioranza di Bandecchi, con o senza il parere tecnico del segretario generale richiesto dal presidente della Prima commissione, è pronta a votare la delibera che dà il via ai lavori. Il solo muro, è la petizione – ottocento firme – capitanata da Mauro Struzzi, Matteo Natalini, Stefano Sereni e Mihai Vasile Cozma, preoccupati per l’impatto che avrebbe un nuovo insediamento sulla viabilità nell’area di Borgo Rivo. Anche lo Spi Cgil dice no: «Rispetto alla delibera del Comune di Terni, relativa alla proposta di realizzare un nuovo insediamento commerciale nel quartiere Colleluna, lungo via del Centenario, chiediamo all’amministrazione Bandecchi di ripensarci». Molti i motivi addotti dall’organizzazione sindacale territoriale dei pensionati: «A oggi – spiega il segretario Sergio Lulli – un novo polo andrebbe solamente a impattare negativamente sul tessuto commerciale del territorio di Terni Nord, già in grande difficoltà. Siamo in un’area dove si registrano continue chiusure di piccoli esercizi di vicinato, ormai schiacciati dalle grandi catene commerciali. Questo si traduce in una strada e un quartiere sempre meno frequentati. Una situazione che sta mettendo in discussione quei luoghi di relazione che per anziani e giovani hanno sempre rappresentato un riferimento». Contrarissime le associazioni di categoria e i gruppi di opposizione di destra e di sinistra. Ma da Palazzo Spada trapela che succederà quello è successo per la gestione degli asili nido comunali: la delibera sarà votata dalla maggioranza di Bandecchi anche senza il parere favorevole della Prima commissione.


