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La tela del ragno. Ciò che non tutti comprendono. Fantapolitica o realtà?

Il disegno di Bandecchi è chiaro: tiene tutti buoni per arrivare alle dimissioni in vista delle Politiche quando avrà il seggio sicuro da indipendente con Futuro Nazionale

VE.RO.

TERNI – Bandecchi è maestro a spostare l’attenzione dai suoi obiettivi principali.
Ma lascia tracce e spesso parla troppo davanti alla sua corte incantata che si trovi a Palazzo Spada oppure in Provincia.
Tutti concentrati sul mantenere la maggioranza (sulla cui tenuta il Sindaco non ha mai avuto dubbi, che ci fossero i quattro dell’Oca Selvaggia o meno) e lui, nel mentre afferma di volersi ricandidare per il secondo mandato, sta tessendo la tela per arrivare in Parlamento.
Vannacci, a forza di critiche e insulti ricevuti, ha notato Bandecchi e i due sono vicinissimi grazie al pontiere Alemanno.
Nel frattempo Bandecchi, grazie ad Alemanno, si garantisce i 17 in Consiglio (Masselli, stranamente, ha garantito l’inizio del Consiglio nella certezza della presenza delle stampelle Orsini e Ferranti), media, imbonendoli, i dissidenti, grazie anche alla parolina sussurrata nelle orecchie dal buon Corridore ai suoi kamikaze (chi dimentica la sviolinata del week end proferita da Bandecchi nei confronti del suo ex delfino?) e tira avanti.
Il disegno di Bandecchi è chiaro: tiene tutti buoni per arrivare alle dimissioni in vista delle Politiche quando avrà il seggio sicuro da indipendente con Futuro Nazionale.
D’altronde il suo Segretario Giovani, Frank Mascia, ha strali di proseliti dicendo parole analoghe a quelle di Vannacci.
A Terni Bandecchi ha un solo obiettivo, candidarsi alle Politiche da indipendente in Futuro Nazionale da Sindaco in carica al fine di ricevere l’appoggio elettorale del buon Masselli, dell’ala interna capitanata dalla Francescangeli e anche del buon Corridore.
A tutti e tre ha promesso, compreso Ferranti e quindi sono quattro, compreso Brega e quindi sono cinque, che, una volta in Parlamento, sponsorizzerà ciascuno come il “proprio candidato” alla successione da sindaco.
Ma a Terni si parla troppo e le cose si vengono a sapere. 

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