«Il via libera alla realizzazione della struttura sanitaria privata non significa assegnare a Stadium gli 80 posti letto convenzionati con il Servizio sanitario regionale»
TERNI – Stefano Bandecchi si rimangia la promessa di ricorrere al Consiglio di Sto contro la sentenza del Tar che dichiara illegittima la determina di Palazzo Spada sul progetto stadio-clinica, e i Cinque Stelle esultano. «Il Comune segue finalmente la procedura prevista dalla legge: era quello che chiedevamo dall’inizio. Nel frattempo Terni ha pagato un prezzo enorme. Per un anno Stefano Bandecchi ha raccontato che la Regione volesse bloccare il progetto Stadio-Clinica. Ha trasformato una questione amministrativa in una guerra politica, gridando al complotto e insistendo sulla legittimità della determina comunale del luglio 2025. Oggi quella narrazione crolla».
«Rinunciando al ricorso e accettando di seguire l’iter previsto dalla legge, Bandecchi fa esattamente quello che la Regione e il Movimento 5 Stelle chiedevano dall’inizio. Se questa strada fosse stata seguita subito – affonda il dito lo sfidante Pica – Terni avrebbe evitato mesi di contenzioso, tensioni e scontro istituzionale. E quell’incertezza non è stata senza conseguenze. Il progetto della clinica era legato all’operazione economica attraverso cui la Ternana avrebbe dovuto valorizzare il ramo sanitario. Dopo l’annullamento della determina comunale da parte del TAR, quell’operazione è saltata. La stessa proprietà della Ternana ha collegato pubblicamente il venir meno delle certezze sul progetto alla decisione di non immettere ulteriori risorse nella società. Poco dopo il Tribunale ha dichiarato la liquidazione giudiziale della Ternana».
«Non sosteniamo che una determina amministrativa abbia provocato da sola il dissesto della società. Ma è impossibile cancellare dalla storia di questi mesi il peso che gli errori amministrativi, il contenzioso e l’incertezza sul principale asset dell’operazione hanno avuto sulla vicenda Ternana.
Ora, dopo tutto questo, il Comune fa quello che avrebbe potuto fare molto prima: seguire la procedura corretta prevista dalla legge, che distingue quattro passaggi: autorizzazione alla realizzazione, autorizzazione all’esercizio, accreditamento e, solo successivamente, eventuale accordo contrattuale con il Servizio sanitario regionale.
Va chiarita quindi una cosa fondamentale: il via libera alla realizzazione della clinica non significa assegnare a Stadium gli 80 posti letto convenzionati con il Servizio sanitario regionale. Quegli 80 posti non diventano automaticamente di Stadium. L’eventuale accreditamento e il successivo convenzionamento sono passaggi distinti, che verranno affrontati secondo la programmazione sanitaria e le procedure previste dalla legge».
Oggi rimane un dato politico molto semplice: dopo un anno di scontro, il Comune ha finito per fare quello che gli era stato chiesto fin dall’inizio. Bandecchi dovrebbe trarne una lezione: governare significa far funzionare le istituzioni, non trasformare ogni procedimento amministrativo in una guerra politica e ogni contraddittorio istituzionale in un complotto contro Terni.
Per noi adesso la priorità torna dove deve stare: la sanità pubblica. La Regione ha avviato il percorso di partecipazione sul nuovo ospedale di Terni. È questa la grande discussione che deve coinvolgere la città: dove costruirlo, come realizzarlo e soprattutto quale ospedale vogliamo consegnare a Terni per i prossimi decenni. La clinica privata faccia il suo percorso secondo le regole. Noi lavoriamo perché Terni abbia finalmente il nuovo grande ospedale pubblico che merita».

