Covid/L’Umbria in controtendenza migliora, ma resta arancione e si orienta a non riaprire le scuole (forse solo gli asili). Ospedale da campo al via

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Per la prossima ordinanza regionale di venerdì si attende il decisivo parere del Cts, ma difficilmente ci saranno sorprese. Per i vaccini, dopo una fase di stasi, un’importante accelerata negli ultimi due giorni. E buone notizie arrivano dai ristori

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ultime dal pianeta Covid: l’Umbria, in controtendenza nazionale, sta migliorando i suoi dati, con un trend ormai costante, ma si avvia ad un’altra settimana di prudente arancione, sperando in un ulteriore raffreddamento della curva die contagi.

ARANCIONE SENZA SCUOLA

E l’arancione non sarà seguito – stando alle prime indicazione, e aspettando ovviamente il parere decisivo del Cts regionale, Comitato tecnico scientifico, di venerdì – da una riapertura delle scuole. Probabilmente, se risulterà prevalente l’attuale tendenza, si darà solo un segnale, dando il disco verde per le scuole dell’infanzia, per i bimbi da 3 a 6 anni.
Per certo venerdì scade l’ordinanza della Regione e si attendono nuove disposizioni, anche se, da quel che si capisce, non molto diverse da quelle contenute nell’ordinanza in vigore, la quale, comunque, dovrà essere armonizzata con il nuovo Dpcm che proprio venerdì verrà emanato dal Governo Draghi.

VACCINI CHE MANCANO

Novità sul fronte vaccini. Come segnalato da Cityjournal, ci sono stati alcuni giorni di rallentamento, ma negli ultimi due la ripresa è stata evidente, perfino brillante, tanto che l’Umbria ha di nuovo scalato la classifica delle Regioni italiane.
Ma non è certo questa la gara che conta: tutti ormai si sono convinti che la quantità di vaccini è del tutto insufficiente, anche se Big Pharma rispettasse gli impegni presi, per arrivare a qualcosa che somigli a una vaccinazione di massa.
Se l’Europa si presenterà a giugno con i numeri che i governanti di oggi presentano, sarà una disfatta, per la salute e per l’economia dell’Eurozona. GlI Usa annunciano che il 31 maggio tutti gli adulti americani saranno vaccinati. La Gran Bretagna sarà in grado forse anche prima di raggiungere la meta. Non parliamo di Israele. E in più c’è anche la Serbia e altre nazioni che si stanno attrezzando.
La sfida è sanitaria ma anche economica. Il Governo Draghi ne è assolutamente consapevole. Il problema sono i risultati che potranno essere ottenuti, partendo così in ritardo, dopo il clamoroso errore di valutazione commesso in sede di Commissione europea (anche la Merkel ha scaricato ogni responsabilità sulla Von der Leyen). Da quel che si capisce tutto (o quasi) passa per il vaccino russo Soyuz V, magari con un po’ più di Johnson&Johnson.

VACCINI IN UMBRIA

Per tornare ai casi dell’Umbria, il ministro Speranza si è impegnato già in diverse occasioni a far arrivare le 50mila dosi in più nella regione, ma ancora non è stata fissata la data, che invece c’è per la sperimentazione degli anticorpi monoclonali (15 marzo).
Buone notizie invece sul fronte dei ristori, ma si tratta di sciogliere alcuni nodi tecnici per ottenere quelli retroattivi che chiede l’Umbria.

OSPEDALE DA CAMPO

L’ultima nota per l’ospedale da campo donato da Bankitalia alla Regione: dopo l’arrivo del super esperto dovrebbe, stavolta, davvero partire. Quando? La data non è ancora fissata, ma quella buona potrebbe essere nei primi giorni della prossima settimana. Appuntamento da non fallire se non si vogliono altri giusti strali dell’opposizione.

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