Vaccinazione

Il commissario D’Angelo: «Sui vaccini non possiamo fallire. Astrazeneca è sicura. Ad agosto, se arrivano le dosi, vacciniamo tutti gli umbri». Ecco il piano del Governo

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Il testo di Figliuolo (che qui potete consultare) promette 52 milioni di dosi entro giugno per l’Italia (con l’80% della popolazione vaccinata a settembre) e tutte quelle chieste dall’Umbria. La speranza per il monodose Johnson&Johnson. E il triste ritorno del Partito ideologico della scuola

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il commissario all’emergenza Covid della Regione Umbria, Massimo D’Angelo, è chiarissimo: «Sui vaccini non possiamo fallire».

E aggiunge subito: «Abbiamo messo in campo tutte le forze per ottenere risultati. 5mila vaccinazioni al giorno sono un obiettivo che abbiamo a portato di mano. Possiamo anche salire. Si tratta di avere i vaccini, questo al momento è il problema. Noi continuiamo a somministrare Astrazeneca che consideriamo, sulla base delle indicazioni delle autorità scientifiche, assolutamente affidabile. E stiamo vaccinando abbassando le quote di riserva, proprio perchè vogliamo accelerare sulle immunizzazioni».
La presidente Tesei, in Assemblea legislativa, ha affermato che entro agosto l’Umbria è in grado di vaccinare tutta la popolazione, neonati compresi. È vero? «Certo, si fa se però arrivano ovviamente le dosi necessarie».
Vuol dire che i 55-60enni saranno, insieme con tutti coloro che hanno fragilità importanti, vaccinati entro e non oltre giugno? «Non vogliamo fare previsioni sul nulla, noi siamo in grado, si tratta di vedere quante dosi arrivano».

IL CAMBIO DI PASSO

E per le dosi la novità del cambio di passo nazionale sta nelle righe, e tra le righe, del piano Figliuolo, nuovo commissario per il Covid nazionale, che è stato ieri reso noto e che abbiamo qui allegato perchè ognuno possa consultarlo.
Figliuolo punta sul fatto che entro settembre l’80% della popolazione italiana, quindi 51 milioni di persone (considerando che 8 milioni di italiano sono under 14, non previsti per le vaccinazioni al momento) possono essere vaccinate, con una media di 500mila vaccinazioni al giorno partendo dalla prossima settimana.
Nelle righe del Piano ricorre il termine “almeno” e l’intento è chiaro: Figliuolo vuol fare meglio di quello che scrive, le Regioni, per altro, fin da subito sono in grado di fare meglio di 500mila vaccinazioni. Basta avere i vaccini.
Non a caso dice che saranno 52 milioni le dosi che arriveranno entro giugno. Ma senza specificare quante saranno quelle Johnson&Johnson che prevedono una sola somministrazione e quindi rendono più rapide le immunizzazioni.

LA GOVERNANCE NAZIONALE

«La governance sarà accentrata ma l’esecuzione decentrata», dice Figliuolo indicando le modalità della grande campagna di vaccinazione di massa. E lasciando intendere che quelli indicati nel Piano saranno i risultati minimi da ottenere.
Per altro al commissario nazionale, come a tutti, non sfugge che il discrimine, la linea che segna la stagione turistica e quindi la salute dell’economia nazionale, passa per il 30 giugno.
Se per la data del 30 giugno ci sarà una vaccinazione delle fasce che hanno un qualche rischio oggettivo (non solo soggettivo) rispetto al Covid, quindi gli over 50-55 anni e tutti gli “estremamente fragili” e quelli con “co-morbilità”, insieme ai potenziali super diffusori – come il personale sanitario – saranno immunizzati, sarà possibile iniziare una stagione turistica, magari con le mascherine, ma quasi normale. Altrimenti sarà un guaio (grosso) da aggiungere ad altri guai economici.
La determinazione del governo Draghi nel porre in essere un lockdown molto severo per la Pasqua può essere spiegato solo in un modo: Draghi scommette sui vaccini e ha le carte giuste in mano per vincere.

CICLI ECONOMICI DA ARMONIZZARE

Va anche aggiunto che gli alleati (su tutti gli Usa), una volta raggiunta un’ampia immunità di gregge nei loro Paesi, dovranno necessariamente dare una mano a quegli altri Paesi (l’Unione europea e l’Italia di Conte, troppo preoccupato a mantenere la sua poltrona per fare obiezioni) che per dimostrare di essere – che Dio ci liberi – “seri”, si sono dimenticati di acquistare – anche a qualunque costo – vaccini a sufficienza, lasciando, per altri mesi, in balia del virus, i cittadini da loro governati. Naturalmente non sarà solo un atto di generosità, ma piuttosto una necessaria rimodulazione per non creare sfalsamenti eccessivi tra i cicli economici di Paesi alleati, produttori e consumatori delle stesse merci.

IL PIDS COLPISCE ANCORA

Ps. È tornato all’attacco il Partito ideologico della scuola (Pids), che vorrebbe riaperture in Umbria di istituti scolastici in presenza, dopo la evidente moltiplicazione dei contagi dovuta anche (ma anche tanto) alle lezioni in presenza. Quanto sia perniciosa l’ideologia, quanto refrattaria ad ascoltare la lezione che arriva dalla fredda logica dei numeri, è una delle cose più impressionanti che abbiamo imparato in pandemia.

Qui il piano del governo

#coronavirus #umbria #vaccino #contagi #notizie #covid19 #scuola #marcobrunacci #polepolitik

E’ morto Raoul Casadei, il re del liscio ucciso a 83 anni dal covid

Perugia, riaprono le scuole materne, cosa cambia: orari, misurazione temperatura e sicurezza