POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Nel summit del centrodestra con Tesei e Melasecche si fa strada una terza via: invece dei tempi lunghi del “nodino” sotto Brufa verso Madonna del Piano, in attesa di realizzare tutto il progetto “nodo”, si pensa a lavorare sulle corsie da Ospedalicchio alle gallerie. In 3 anni si fa
di Marco Brunacci
PERUGIA – Si fa strada la terza via. E in questo caso proprio di via si tratta. L’ingresso a Perugia dalla parte sud è un problema serio e da anni, la soluzione era stata trovata nel “nodo” di Perugia, un gigantesco lavoro che avrebbe permesso di saltare la strettoia intorno a Collestrada. I tempi però sono lunghi, forse lunghissimi, tenendo presente che l’impatto ambientale è molto elevato.
Ecco allora che l’assessore Melasecche si è inventato il “nodino” di Perugia, una soluzione meno drastica, molto pratica, e però condannata ad avere tempi per nulla brevi e anche importanti risvolti di impatto ambientale, con inevitabili, ulteriori lungaggini per la realizzazione dell’opera..
E allora nel summit tra la presidente Tesei, l’assessore Melasecche, i sindaci di Perugia e di Torgiano, ecco che si è cominciato a ragionare, con pacatezza e senza preconcetti di una soluzione alternativa.
Lavorare fin da subito, con i fondi messi a disposizione dall’Anas, i cui vertici hanno buoni rapporti con la presidente Tesei, per snellire il traffico spesso congestionato da Perugia e per Perugia sul fronte sud, attraverso interventi mirati sul “budello” dove scorrono le quatto corsie attuali, partendo da Ospedalicchio e arrivando fino alle gallerie di accesso alla città.
Non una rivoluzione, ma sicuramente benefici rilevanti, molto pratici, e soprattutto in tempi relativamente brevi (tre anni – dicono tutti – potrebbero essere sufficienti per concludere i lavori).
Non solo il centrodestra si potrebbe ritrovare in questa soluzione ma anche oppositori come Andrea Fora, che hanno avanzato obiezioni nei giorni scorsi rispetto alò “nodino”.
Lo stato dell’arte è comunque questo: il centrodestra valuta, in un clima di non usuale collaborazione e serenità, due ipotesi:
- dare il via al progetto del “nodino”, avendo bene in mente che si tratta di uno stralcio funzionale dell’ancora più impegnativo “nodo” di Perugia. Quindi, progetti e finanziamenti subito in campo per entrambe le opere e una prospettiva di due-tre decenni di lavori.
- intervenire – sapendo che è ben più a portata di mano – sul “budello” tra Ospedalicchio e le gallerie.
La seconda ipotesi appare in vantaggio e forse anche di parecchio. Tenendo presente che all’obiezione che non si può perdere la disponibilità di Anas a realizzare un maxi investimento in Umbria, è facile ribattere: non è detto che l’investimento vada fatto interamente qui, appendendosi al “nodo”.
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