di Marco Brunacci
PERUGIA – D’accordo: la scadenza è ancora lontana ma Perugia deve pensare al dopo Romizi, sereno principe del Romizishire fino a qualche tempo fa, ora più affannato dietro ai problemi del day by day.
E allora guardate un po’ qui quanti movimenti nel centrodestra e nel centrosinistra (e pure nel mezzo) per trovare il candidato sindaco del capoluogo.
QUI CENTROSINISTRA
Stavolta precedenza al centrosinistra, perché da quella parte annusano l’aria e iniziano a pensare di potersi riprendere Palazzo dei Priori con annessa Fontana maggiore e non vogliono farsi trovare impreparati, senza un candidato digeribile per il centro mobile della città.
Nelle ultime tre settimane si è trovata una prima quadra sulla quale però al momento nessuno dei dignitari del partito, fino a poco tempo fa vero e proprio padre-padrone di queste zone una volta rosse fisse, ci mette il cappello.
Il candidato della svolta si chiama Francesco Menichetti, professore universitario in Pisa ma con un accento marcato che tradisce origini da Perugia-ponti e un cognome che è una garanzia per la sinistra ma anche per i molti moderati che guardano da quella parte. E sulla sua “chiara fama” di scienziato non si discute nemmeno. Obiezioni? I detrattori si chiedono: sta seguendo Perugia e i suoi problemi da vicino o solo nel week end? Poi: il tam tam sul suo nome non sarà partito troppo presto?
Per questo si muovono dal centro più moderato del centrosinistra, Sauro Cristofani, che già un successo grande lo ha ottenuto con la nomina a segretario perugino Pd, tesse la tela. Penserà a se medesimo come candidato? Beh, esperienza ne ha da vendere e sui problemi della città ha tanto di referenze come assessore. Accuse di essere jurassico? Mah, sono di solito sempre strumentali. E lui comunque ha anche altre frecce all’arco: se si volesse abbandonare l’area medica (Menichetti, Cristofani), ecco che gli aruspici e gli indovini della politica vedono sporgersi, sempre dal centro, niente meno che Vittoria Garibaldi, soprintendente della Perugia delle grandi mostre ai tempi di Locchi imperatore. Nel borsino dei bookmakers londinesi (ce ne fosse uno per i candidati sindaco di Perugia) potrebbe essere data in ascesa.
Poi c’è l’usato sicuro di Mauro Agostini. il più longevo (a proposito dei jurassici) dei parlamentari Pci-Pds-Ds-.Pd, che batte pure la regina Marina Sereni, il quale, sarà per la gioventù da atleta porta molto bene la sua età e ha consenso trasversale perchè non disdegna di lanciare dardi infuocati nel campo del segretario regionale Bori che lo ha escluso inopinatamente dall’elenco dei saggi e ha problemi a contenerlo perchè si infila in ogni crepa della sua politica. La debolezza? Ha detto troppo, ma proprio troppo, bene del partito che ha scelto Giubilei candidato sindaco e ci sono ancora quelli che vorrebbero cancellare tutto quel periodo.
Per dovere di cronaca citiamo la Bistocchi ma non è aria di duri e puri per riconquistare la città.
IL CENTRO-CENTRO
Invece tira tanta aria buona intorno ad Andrea Fora, che arriva da Confcooperative, e farebbe felice il centro cattolico, non dispiacerebbe né a sinistra né a destra. E questa è la sua forza e il suo limite. Tutti sono già in fila a rinfacciarglielo. Ma che dite se provasse a mettersi in proprio e puntare in alto con i suoi CiviciX, aspettando il secondo turno con fiducia? Possibile. Ma restate in attesa per leggete sotto anche della variante Cicchi.
IL CENTRODESTRA
Ora centrodestra, ma solo a volo d’uccello, perché qui il tema è addirittura nazionale: gli alleati umbri daranno ragione alla Meloni e concederanno la scelta del candidato sindaco a Perugia a lei e soltanto a lei?
Se le dicessero di sì, pronti per Marco Squarta o Emanuele Prisco (che ha meno intenzioni di Squarta ma bisogna vedere se gli viene concesso il diritto a dire di no) o Margherita Scoccia. Ma già fin da ora c’è chi ragiona con meno ideologia e più piedi per terra. E cioè: visto che qui è difficile far eleggere un Fratello d’Italia conclamato (fosse anche una Sorella), si potrebbe andare al candidato di area. Chi? Vediamo: Fotinì Giustozzi, imprenditrice, ma non ha intenzione e ogni volta innesta la quarta per fuggire dalle proposte; Antonio D’Acunto, avvocato, presidente di Farmacie, è un membro di FdI d’accordo, ma con un sorriso così tanto ecumenico: come lo vedreste? Tornando fuori dal partito c’è sempre l’insuperabile Giuseppe Caforio, per competenza e presenza candidato ideale a tutto, ma gli si può chiedere di rinunciare a uno degli studi legali più titolati e avviati di Perugia (salvo poi che c’è pure qualcuno che gli imputa di aver per cliente la presidente della Provincia sindaco di Assisi, Proietti, ma non rientra neanche tra i peccati da purgatorio)?
E allora ecco il colpetto di scena: tanti sono convinti che il nome giusto sia Daniele Porena, docente universitario, famiglia illustre, calato nel territorio, che per di più ha anche una bella intesa con il rettore Maurizio Oliviero, il Draghi dell’Umbria, di cui è stato un sostenitore della prima ora.
Troppi nomi nel frullatore. Tranquilli, ne serve ancora uno. Anzi una:: Edi Cicchi , assessore di Romizi tra i più efficienti nel suo settore (il sociale), grande appeal elettorale nel centro, soprattutto quello cattolico. Per lei vale parte del discorso fatto per Fora.
Così il quadro è completo.
FINALE PER I PIGRI
Siete pigri e non volete vedere tutte le possibili combinazioni? Beccatevi il primo pronostico (pronto per essere smentito): sarà una sfida Porena-Menichetti, con Fora o Cicchi ( o tutti e due) a fare da incognite.
Vi serve però almeno una certezza. non ci sarà comunque più qualcosa di simile al Romizishire.


