La sanità che non va/Ospedale di Terni, la chiesa dimenticata al sesto piano e la Cardiologia in sofferenza

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Da anni una sistemazione cervellotica non viene razionalizzata per rendere il servizio ai pazienti il migliore possibile. Rispettando le esigenze dei fedeli

di Marco Brunacci

TERNI – Negli ospedali ci sono problemi grandi e complessi, inefficienze da colmare, ma anche questioni accantonate, lasciate da una parte perché c’è sempre qualcosa di più urgente da fare.
Pronti per la storia della “chiesa dimenticata”, che è un problema per i degenti come per i fedeli dell’ospedale di Terni.

L’ospedale di Terni sta per cambiare nome e governance e non sarà un passaggio solo burocratico.
Ma chiunque arrivi si troverà una chiesa al sesto piano di cui pochi conoscono l’esistenza ma in compenso crea difficoltà non di poco conto nell’organizzazione e il funzionamento efficiente della Cardiologia.
Prima di tutto dovete sapere che un’altra chiesa all’ospedale di Terni c’è ed è, come logica vuole, al piano terra, vicino all’obitorio.
Ma subito dopo dovete sapere anche che la seconda chiesa, quella del sesto piano, è incastonata dentro il reparto di Cardiologia, il posto dove bisogna essere pronti ad ogni emergenza e dove agire rapidamente può essere decisivo per salvare vite.
E già che il reparto soffre del non felice posizionamento dei Poliambulatori.
Se un visitatore paziente ha tempo per osservare, può solo avere l’impressione che un Cappellaio matto, in quel piano e in quell’area dell’ospedale, abbia gettato a caso suoi dadi. Con risultati evidenti.
Per rendere più razionale l’assistenza nell’area basta poco, ma è necessaria subito una riflessione e la conseguente decisione operativa.
C’è di sicuro al piano terra uno spazio adeguato per ospitare la chiesa persa tra i reparti e dimenticata al sesto piano. Come non sarà difficile né costoso modificare la missione dei locali per rendere il servizio ai pazienti di Cardiologia il migliore possibile rispetto alle strutture a disposizione.
Anche se affrontare i piccoli dossier in sanità certe volte sembra come scalare le montagne. Sentieri tortuosi di burocrazie o pareti verticali da affrontare prima di avere una decisione.

Roberto Mercadini e Guido Catalano

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