TERNI – La Bct come la voleva Giorgio Armillei: un faro ad illuminare la città. Il via libera da parte della seconda commissione sull’estensione degli orari di apertura della biblioteca comunale, è arrivato la mattina di lunedì 5 settembre.
«La maggioranza ha raccolto lo stimolo delle opposizioni», ha detto Alessandro Gentiletti (Senso civico). Vuol dire che, alla fine, opposizione e maggioranza si sono allineati, convinti che tenere aperta la Bct il sabato, e non il sabato e la domenica come inizialmente aveva chiesto la minoranza, sia cosa “buona e giusta”. Pertanto, il “Sabato in Bct” riceve il primo sì. Che è un passo da formica, rispetto a quelli da gigante ancora da fare: «Vanno prima ascoltati i sindacati e va chiesta la disponibilità ai dipendenti comunali», spiega l’assessore alla cultura Maurizio Cecconelli. Gli piace, comunque, pensare che la Bct rimarrà aperta il sabato. Che la cultura illuminerà la città in un momento in cui anche le vetrine dei negozi si spengono. Il caro energia riguarda tutti: sta mettendo in difficoltà i bilanci delle aziende, delle famiglie e delle pubbliche amministrazioni. Suona strano, infatti, sentire che un luogo, anche se della cultura, rimarrà acceso di più, invece che di meno. Comunque il sì è unanime e quindi, d’ora in avanti, si potrà progettare un rifugio tra i libri della biblioteca comunale anche dalle 8,30 alle 20 di sabato. Perché la strada è ancora tutta da tracciare: si ipotizza addirittura di impiegare percettori di reddito di cittadinanza. Ma tutto sarà discusso in ambito sindacale.
Sembra che quel sì voglia dire poco, ancora. In piazza della Repubblica c’è il cantiere. La Bct è in “restyling” , fuori. E anche all’interno ha bisogno di qualche ritocchino. Poi ci sono i servizi, che se dovesse mancare la corrente, come già manca l’aria condizionata, sarebbe un guaio.
Lo stesso motore che manda l’aria fresca, e che non ha funzionato d’estate, è deputato a riscaldare i locali d’inverno. Partirà? E le bollette?


