Terni, San Valentino spegne le luci di Natale

Per le bollette delle luminarie il Comune accantona 15mila euro. Ma da novembre a febbraio basteranno?

TERNI – Putin, la crisi energetica e il caro bollette possono attendere. A Terni le luminarie saranno installate a novembre e smontate a febbraio. Le luci di Natale, come è successo anche lo scorso anno, saranno “buone” fino a San Valentino. La novità è che nel budget sono previsti 15 mila euro per i consumi elettrici, il doppio rispetto al 2021 ma troppo pochi per pensare che le luci rimarranno accese per tre mesi.

Non ci saranno contingentamenti nelle luminarie ma si monitoreranno i consumi per comprendere meglio come rientrare nei 15 mila euro. Lo ha detto l’assessore al commercio Stefano Fatale nell’ambito della commissione consiliare che ha analizzato la delibera di spesa, durante la quale l’assessore allo sviluppo economico non è sembrato affatto “elettrico”. Il M5S ha posto con forza il tema dei consumi e dei costi a carico del Comune, invocando l’intervento della Regione che gestisce i risarcimenti dei canoni legati allo sfruttamento idroelettrico dei bacini ternani. Ma Fatale non si è scomposto: «Luci accese finché ce n’è». Come a dire: finiti i 15 mila euro si spegne tutto.
Michele Rossi, Terni Civica, ha chiesto garanzie perché non si rischi di lasciare al buio Sa Valentino. Per Rossi il periodo dell’anno da valorizzare rendendo la città attrattiva al massimo, è quello a ridosso di San Valentino e i festeggiamenti intorno al patrono di Terni sono quelli identitari della comunità. Ora, il progetto “Terni Luci d’Artista da Natale a San Valentino 2023”, per un importo totale di 200 mila euro, 100 dei quali a carico della Fondazione Carit, si divide in due parti: “Luci d’artista dal 25 novembre al 7 gennaio” e “Luci d’artista romantiche dal 7 gennaio 2023 al 28 febbraio”. Le luminarie di Natale e quelle del Santo Patrono sono dunque collegate da un unico finanziamento, ma non mancano le polemiche. Una in particolare riguarda il programma di eventi per San Valentino, da tempo nel mirino degli sponsor ad iniziare dalla Fondazione Carit che chiede un salto di qualità: un cartellone di respiro nazionale.
La Fondazione, in sostanza, vorrebbe finanziare una programmazione culturale più importante capace finalmente di valorizzare il brand del Santo protettore di quelli che hanno il coraggio o l’incoscienza di seguire l’amore.

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