di Marco Brunacci
PERUGIA – Se finalmente qualcuno si mettesse a ragionare sui numeri, si potrebbe fare in ragionamento compiuto e coerente su quello che sta succedendo in Umbria. L’ultimo dato dice che l’occupazione in Umbria aumenta a dicembre 2022 di un 17,5 in più rispetto al dicembre 2021, mese nel quale già soffiava un gran bel vento nelle vele dell’economia umbra.
Secondo i dati di Camera di Commercio Umbria – di cui riportiamo per esteso qui sotto la nota, con dichiarazione del presidente Giorgio Mencaroni – i nuovi contratti delle imprese umbre ammontano per dicembre a poco meno di 4 mila.
L’Umbria è la migliore regione del Centro Italia, competitiva con le migliori del nord, nettamente meglio della media nazionale che a dicembre segna un -6.9%.
Tirano i servizi di ristorazione, alberghiero e turistico. Quindi i servizi alle imprese e anche le costruzioni.
Se invece di sterili schermaglie si affrontassero, nel dibattito politico come in quello tra le categorie e i protagonisti dell’economia, i temi veri, si potrebbe trovare insieme una via umbra per resistere alla crisi e proseguire nel curcolo virtuoso che si è creato.
Enucleare i punti forza e puntarci con maggiore determinazione attraverso politiche mirate, cercare di trasformare le debolezze del sistema in occasioni, evitare di infilare risorse in settori senza futuro.
Ecco cosa si potrebbe fare.
Una prima riflessione su questi nuovi dati, aggiunti ai tanti positivi che sono arrivati in questi ultimi mesi, permette già di concludere che l’Umbria, anche grazie agli investimenti fatti dal pubblico, vive da mesi una costante primavera del settore turistico.
Bene la Regione per la strategia che ha adottato, bravi gli operatori a iniziare a rinnovarsi, ma bravissimi coloro i quali in Regione e altrive hanno creduto nelle potenzialità dell’aeroporto dell’Umbria. Un moltiplicatore di fatturati del settore come non se ne erano finora visti.
Con un warning, pero’: qui fermarsi significa tornare indietro e perdere terreno. Invece: gli operatori, ora che le cose funzoonano, devono modificare l’offerta e venire incontro alle richieste, la Regione deve cercare nuovi mercati e varare Visit Umbria rapidamente, l’aeroporto deve puntare al balzo finale verso il milione di passeggeri.
Così si deve ragionare se non di vuol essere inghiottiti dalle onde, crescenti ma anche decrescenti, del mercato. Un mercato non va subito ma cavalcato.
Un ragionamento va fatto anche sulle costruzioni. Il boom da stimoli pubblici e da bonus in Umbria è stato importante perché lo sviluppo qui è passato sempre, storicamente, per l’edilizia. Nessun governo regionale può fare a meno di confrontarsi con questo settore, quando tira come quando è in difficoltà. Si tratta sempre di un settore che è tradizionale ma indispensabile per l’economia umbra.
La crescita dei contratti nel settore dei servizi alle imprese fa pensare che la manifattura come pure i settori più innovativi e avanzati sono vivaci.
Due conclusioni possono essere già tratte. Le politiche nuove, con l’impresa al centro, messe in campo dalla Giunta regionale, rivendicate giorni fa in Assemblea legislativa, con una grinta che non si vedeva da tempo, dalla governatrice Tesei, hanno fin qui funzionato.
Seconda conclusione: sarebbe letale per la piccola economia umbra sedersi. Si devono trovare (facendo squadra, come dice Tesei) tutte le strade per crescere ancora.
Mettendo da parte le inutili schermaglie, per andare a caccia di idee e strategie.
LA NOTA DI CAMERA DI COMMERCIO
L’occupazione delle imprese umbre non sente i venti di stagnazione:
a dicembre +17,5% contro il -6,9% della media nazionale, la regione in vetta nel Centro e tra le prime in Italia. Volano le chiamate nei servizi di “alloggio, ristorazione, servizi turistici”, in quelli alle imprese e nelle costruzioni. Le prime cinque figure
cercate dalle aziende per gruppo professionale. Superati largamente i target occupazionali pre-pandemia
A dicembre nella regione previste 3mila 900 assunzioni, 14mila 540 nel trimestre dicembre 2022 – febbraio 2023. Le cifre e gli andamenti evidenziati dal report del Sistema informatico Excelsior, realizzato da Unioncamere in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal). Nella regione a dicembre segno meno, ma non forte, solo per il manifatturiero (su cui però c’è forte preoccupazione per il notevolissimo calo delle assunzioni previste nell’intero trimestre), e si scorge qualche segnale dell’auspicato aumento del tasso di innovazione del sistema economico umbro. La situazione prevista per il trimestre è meno rosea, ma molti settori continueranno la corsa delle assunzioni.
La dichiarazione
Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “ Il colpo di reni delle imprese umbre, che mostrano sempre più grinta nel recupero post-pandemia, scaccia per ora i fantasmi di stagnazione/recessione che finora, va detto, non si sono visti né in Italia, né tantomeno in Umbria, regione che mostra indicatori tutti di segno positivo e che sull’occupazione evidenzia cifre e andamenti di gran lunga migliori della media nazionale, come dimostra l’ultima rilevazione Excelsior. Tutto ciò evidenzia la vitalità delle nostre aziende, il loro sforzo – che ormai inizia a trasparire bene – di cercare una via della crescita innalzando i livelli di innovazione, forieri di una futura crescita della produttività per cui, nel medio periodo, accanto all’aumento dei fatturati ci attendiamo anche un incremento dei margini, ossia più produttività. Alcune difficoltà che mostra il manifatturiero umbro, che finora ha comunque tenuto bene il campo, sono state più che compensate, a livello occupazionale e non solo, dai servizi e dalle costruzioni. Sui servizi vanno evidenziate due cose: la crescita di quelli alle imprese, che rientra nel discorso di innalzamento degli standard innovativi, e quella dei servizi legati al turismo, settore che si è ancora una volta dimostrato un formidabile acceleratore di produzione di reddito e occupazione, capace di attivare un numero elevato di filiere. Basti pensare, a mo’ di esempio, al fatto di come in Umbria il turismo abbia spinto il settore del commercio in senso stretto”.
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L’occupazione umbra per ora non sente venti di recessione. Lo certifica il nuovo report del Sistema Informativo Excelsior – realizzato da Unioncamere in accordo con l’ Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal) – diventato ormai da anni un punto di riferimento essenziale per quanto riguarda le previsioni sulle assunzioni da parte delle imprese sia a livello nazionale che circoscrizionale e regionale, lavorando sul campo con un ampio campione rappresentativo del totale delle aziende.
L Umbria, infatti, nel mese di dicembre 2022 vede – rispetto allo stesso mese del 2021 – una crescita delle richieste di assunzioni da parte delle imprese del 17,5%, in netta controtendenza con la media nazionale che segna -6,9%. Una performance che la pone in vetta nel Centro Italia (dove le Marche segnano -0,9%, la Toscana -1,2% e il Lazio mette in luce un’ottima performance con +8,3%, che però impallidisce davanti al dato dell’Umbria) e anche nel gruppetto delle primatiste a livello nazionale. E c’è da aggiungere che la regione, sia per quanto riguarda il mese di dicembre 2022, sia per il trimestre dicembre 2022 – febbraio 2023, in tema di assunzioni previste dalle imprese è largamente sopra il 2019, l’ultimo anno della pandemia. Gli avviamenti in Umbria, infatti, sempre secondo il report Excelsior, superano i livelli pre-pandemia del 17,5% a dicembre e del 16,4% nel trimestre.
Sono infatti 3mila 900 le assunzioni previste dalle imprese in Umbria a dicembre, contro le 3mila 320 del 2021. E anche guardando al trimestre dicembre 2022 – febbraio 2023, pur rallentando, l’andamento previsto delle assunzioni nella regione è di gran lunga migliore (-2,1% rispetto allo stesso trimestre del 2021, con il dato nazionale che segna -13,6%). Nel trimestre, tuttavia, nel Centro l’Umbria cede lo scettro di primatista al Lazio, dove è prevista una crescita delle assunzioni da parte delle imprese del 2,3% (Le Marche invece segnano -11,1% e la Toscana -8,5%). In dettaglio, gli avviamenti al lavoro nelle imprese umbre sono indicate nel trimestre a quota 14mila 540, in calo di 310 unità rispetto alle 14mila 850 dello stesso trimestre 2021.
La volata la tirano la tirano tre voci: “servizi di alloggio e ristorazione, servizi turistici”, i servizi alle imprese e le costruzioni


