TERNI- «Spazzinu nostru ndo si jiutu?» Oggi Furio Miselli, il poeta della Ternanità, invece di invocare la vecchia Terni, forse avrebbe scritto questi versi guardando i quattro cestini che si trovano nei giardinetti a lui intitolati.
E’ in centro di Terni, tra via Primo Paggio e via Petrini, dietro la storica pasticceria Pazzaglia. La cura del verde è “passabile” ma sui cestini non ci siamo. Da giorni sono stracolmi di rifiuti tant’è che carta, plastica e vetro finiscono ormai a terra. Poco più la qualche incivile ha gettato direttamente a terra tra il verde delle rose, resti di una bisbocciata senza troppe pretese: un cartone di vino con la scritta Tavernello è accompagnato da bicchieri di plastica.
Il decoro che manca viene segnalato dai negozi che affacciano sullo spazio verde: «Paghiamo migliaia di euro all’anno di Taric per vedere questo spettacolo. Giorni fa, prima che ripulissero, qualcuno aveva abbandonato due sacchi neri da condominio, naturalmente pieni». Il problema è sempre quello: la miscela esplosiva tra l’inciviltà di pochi ternani e il perenne affanno del servizio di raccolta e di spazzamento di Asm.
La bella nottata di Capodanno, con il seguitissimo concerto in piazza de Le Vibrazioni, ha lasciato un centro cittadino che ancora nel pomeriggio del 2 gennaio 2023 è costellato da bottiglie, contenitori di cibo da asporto, bicchieri di plastica e persino sacchetti di McDonald’s.
In centro, a Terni, non c’è alcun punto Mc: evidentemente la spazzatura viaggia.













