Il Capodanno Rai e piazza IV Novembre sito Unesco: si può fare o no? «Idea affascinante», «Ma no a facili entusiasmi»

Dopo il successo social della proposta, il sondaggio sulla possibile candidatura parte da palazzo dei Priori: ecco Giottoli, Arcudi e Varasano

Di Arianna Sorrentino

PERUGIA – Piazza IV Novembre patrimonio Unesco? La proposta è stata lanciata da Palmiero Milletti (da Cesarino) dopo il successo del Capodanno Rai a Perugia: almeno sui social l’idea sembra essere piaciuta a tutti… Tanto che Umbria7 ha iniziato un sondaggio a Palazzo dei Priori, da dove potrebbe partire la richiesta ufficiale per la candidatura.

Intanto qualche numero: fino ad oggi l’Unesco ha riconosciuto un totale di 1154 siti presenti in 167 Paesi del mondo e attualmente l’Italia ne detiene il maggior numero che sono inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità: sono 58. «Piazza IV Novembre come patrimonio Unesco porterebbe un risvolto immediato sulla città e su tutte le aree limitrofe – risponde così al sondaggio l’assessore comunale al marketing territoriale, allo sviluppo economico e al turismo Gabriele Giottoli – Dove è arrivato il riconoscimento ci sono stati aumenti importanti per la città. In questo periodo soprattutto, Perugia ha lavorato molto bene e si è promossa altrettanto bene anche grazie alla Regione. Riuscire a trasformare una piazza in patrimonio Unesco porterebbe vantaggi enormi». Dello stesso avviso anche il presidente del consiglio comunale Nilo Arcudi che definisce la possibile candidatura della piazza come «una sfida da cogliere per Perugia». «La straordinaria piazza IV Novembre – continua Arcudi – tiene insieme l’arte al livello sublime, il potere amministrativo e religioso con Palazzo dei Priori e la Cattedrale. Fin dal XIII secolo questo luogo ha rappresentato la sintesi massima di queste storie, di questi ideali e di questi valori». Anche l’assessore comunale alla cultura Leonardo Varasano la trova «un’idea suggestiva». Però ci tiene a sottolineare: «Il percorso Unesco è difficile e lungo. È un ragionamento che si può fare ma bisogna farlo con grande attenzione e prudenza: se ragionarci significa accendere entusiasmi e poi non darne seguito diventa complicato». In effetti, c’è da dire che il processo di candidatura non è così veloce e facile come si può pensare: per i beni che passano la preselezione si procede in un iter complesso alla predisposizione delle candidature vere e proprie, composte da un dossier e da un piano gestione che i proponenti redigono con l’ausilio dei Ministeri competenti. Al via poi il processo di valutazione. «Dobbiamo tenere conto che abbiamo un processo aperto che riguarda le mura etrusche e che ha un’anzianità di 12 anni – conclude – 12 anni fa fu annunciata la notizia, grande entusiasmo e poi ci siamo accorti che l’iter era molto complicato. Attenzione quindi ai facili entusiasmi».

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