di Marco Brunacci
L’ultimo rumors che arriva da Roma ed è, a suo modo, clamoroso: «Bandecchi è già in lista per diventare il candidato di Forza Italia per le Europee del 2024».
L’indiscrezione è tutta da valutare e solo nei prossimi mesi potrà prendere corpo.
Ma su alcuni fatti bisogna subito ragionare: dopo una campagna elettorale, evidentemente ben suggerita anche da esperti di media, tutta di rottura, in stile già visto Beppe Grillo prima maniera, con largo spazio al potenziale “nuovo” che fa ragione delle ingiustizie e delle lentezze della politica tradizionale, ecco il radicale cambio di tono.
«Sarò il sindaco di tutti, devo rappresentare anche chi non mi ha votato». Ipse dixit Bandecchi.
Da pernacchie (a Perugia) e qualche atteggiamento macchiettistico, ecco in 24 ore il nuovo personaggio. Non è certo la coerenza il problema. Agli elettori interessa solo sapere chi sarà Bandecchi d’ora in avanti.
Umbria7 ha già sottolineato come la questione centrale intorno alla quale si muove, in questo momento Bandecchi, è una e una sola: sarà sufficiente la vittoria di Terni, dopo anni e anni di incursioni senza successo nella politica, a farsi considerare al tavolo del centrodestra? Diventerà interlocutore – piccolo o grande o medio – di Meloni, Salvini e Berlusconi come lui desiderava da tanto tempo?
E i primissimi commenti a livello nazionale danno l’idea che il percorso sia iniziato in qualche maniera. Il “sindaco con la valigia” delegherà il fidato Corridore a seguire Terni e seguirà i suoi obiettivi (per altro correttamente annunciati nelle interviste nazionali).
In campagna elettorale ha ipnotizzato il centrosinistra, i leader gli hanno regalato il ballottaggio e quindi l’elettorato (con certi leader) l’elezione, portandogli in ulteriore dono alcune migliaia di voti. Ma ora si cambia.
La candidatura alle Europee prevede un certo percorso. I rapporti di Bandecchi con Tajani (e quindi Nevi), a ben vedere, non sono mai cambiati.
Naturalmente la storia di prendersi l’Umbria (prima di prendersi Roma) dovrà essere perlomeno chiarita con il resto del centrodestra. Non tanto per i messaggi da mandare agli elettori. Una “vela” con gli sfottò al Perugia si potranno bilanciare con altri magari contro Terni. Però la presa popolare di Bandecchi sull’Umbria è meno sicura che a Terni. E soprattutto sarà più complicato utilizzare maghi e maghetti di centrodestra che hanno versato veleno dentro i loro partiti e che adesso pensano di averne qualche ritorno.
Pronti comunque alla fase due: Bandecchi, finito il revival pop in stile Beppe Grillo prima maniera, diventa sindaco di tutti e torna a mettere sul tavolo la sua appartenenza al Ppe e l’aurea centrista, dopo aver sommato il voto di destra-destra con quello della protesta “ever and for ever”, più quello dei cospiratori di centrodestra, e infine averlo condito con un decisivo apporto della sinistra che pensava a chissà quale rivincita.
Conclusione con suspence. Il “fenomeno” Bandecchi potrebbe tornare dentro l’alveo della Politica, magari mantenendosi sempre uno spazio per scostamenti caratteriali verso l’Antipolitica, in accordo col centrodestra nazionale.
Oppure invece alla attuale Fase 2, più serena, potrebbe seguire una Fase 3 e una Fase 4 di nuovo aggressiva. Senza alcun problema. Vi ricordate quando Casaleggio padre indicava la strada a Grillo o la cosiddetta “Bestia” suggeriva certi movimenti a Salvini? (Per altro il populismo ha un difetto di conservazione, tende a svanire come rugiada nel giro di poche mattine politiche).
In ogni caso Terni in qualche modo è già il passato e, alla fine, sarà un problema di Corridore.


