TERNI – Il progetto stadio clinica un cavallo di Troia usato per smantellare la sanità pubblica. Che il Movimento 5 Stelle intende sconfiggere: «La delibera di riorganizzazione della rete ospedaliera umbra è impugnabile». I pentastellati – Luca Simonetti, Claudio Fiorelli, Thomas De Luca – attaccano la destra regionale e il sindaco di Terni, colpevole di non aver difeso il diritto alla salute dei cittadini di fronte alle scelte della giunta Tesei. «La dgr 1399 del 28 dicembre 2023 sulla riorganizzazione della rete ospedaliera umbra – introduce Simonetti – ha sancito il definitivo depotenziamento delle strutture ospedaliere pubbliche. Ma la delibera parla di provincia di Terni, entità che in sanità non è rilevabile, quindi la delibera è impugnabile. E poi altro che aumento, gli unici posti letto in più sono i 20 ottenuti grazie al governo Conte con il dl 34/2020 (58 a livello regionale). Nessun regalo della giunta Tesei che toglie 22 posti letto a Spoleto, 13 a Narni e 30 ad Amelia».
De Luca, tant’è, annuncia un’interrogazione in assemblea legislativa: «Nella prossima seduta del question time, in consiglio regionale, presenteremo un’interrogazione sulla mancanza di personale a Terni e sui professionisti che se ne vanno per mancanza di prospettive. Il sindaco di Spoleto ha annunciato che impugnerà questa delibera e il Movimento 5 Stelle sarà al suo fianco in questa battaglia. Il sindaco di Terni già sappiamo che non lo farà perché è un’ombra cinese manovrata dalla Tesei. Non può attaccarla perché lui è d’accordo con lo smantellamento della sanità nella nostra regione. Poi parlano di biologia mentre la sanità è al collasso. Il nuovo Piano sanitario regionale è fermo perché mancano i pareri dei territori ed è un atto propedeutico alla riorganizzazione della rete ospedaliera, non successivo. Siamo di fronte ad atti impugnabili. Noi proponiamo la fusione tra azienda ospedaliera e Usl per ragionare su un’organizzazione di tipo orizzontale». «Deve esserci un’azienda sanitaria dell’Umbria meridionale e una dell’Umbria settentrionale – dicono i Cinquestelle – solo così avremo ospedali di comunità a supporto di alta specialità e permetteremo a tutti i cittadini di avere gli stessi diritti. L’imprenotabilità degli esami è una realtà. Le liste di attesa che si accorciano non esistono. Le liste si riducono perché ad un certo punto la gente rinuncia a curarsi».
«Se non fermiamo questa destra, tra Terni e Perugia succederà con l’alta specialità quello che è successo tra Spoleto e Foligno con il terzo polo. E cioè lo spostamento a Foligno di punto nascite ed emergenza-urgenza. L’accordo Terni-Narni? Come si può pensare con lo stesso personale di gestire un bacino di 100 mila o 200 mila persone? Un accordo tardivo e insufficiente. Se fosse stato fatto dieci anni fa quando gli ospedali di Narni e Amelia erano funzionanti e non morenti come oggi sarebbe stato diverso. Ci vogliono strutture nuove e capienti».
A pagare il prezzo più alto, evidenza Fiorelli, gli ospedali di Narni, Amelia e Spoleto che perdono posti aggravando il carico del Santa Maria di Terni e spingendo i cittadini che se lo possono permettere verso le strutture private e tutti gli altri a rinunciare al diritto alla cura. «In campagna elettorale si è parlato come sempre alla pancia facendo credere ai ternani tante cose diverse dalla realtà. Oggi la sanità pubblica è peggiore rispetto a ieri e anche rispetto all’altro ieri. La delibera di riorganizzazione della rete ospedaliera – sottolinea Fiorelli – presenta diverse irregolarità. Gli 80 fantomatici posti letto convenzionati presi dal pubblico non possono essere dati alla provincia di Terni, ma all’Usl 2 che va da Foligno a Orvieto. E comunque cosa ci facciamo con 80 posti in più se il personale non è sufficiente? A Terni ci sono 5 posti di terapia intensiva che sono chiusi perché non ci sono anestesisti. Lo spogliatoio dove si cambiano i medici è ricavato all’interno di un reparto dove potevano esserci 30 posti letto in più che mancano perché non abbiamo personale. La Regione non fa nulla di concreto per far venire personale tecnico, medico e infermieristico. Del nuovo ospedale si parla da 40 anni, ma nelle bozze del Piano sanitario non è neanche menzionato. L’unico piano è quello di spingere i cittadini a rivolgersi al privato. L’elisoccorso sarà un altro pastrocchio della giunta Tesei, un servizio che sarà da Foligno in su ma che anche Terni pagherà».


