Davvero non c’è più religione? A Porta Sant’Angelo un po’ ne resta

In uno dei quartieri storici della Perugia vecchia il rispetto per il sacerdote passa per una curiosa innovazione della segnaletica stradale: la finora inedita “riserva del Parroco”

m.brun.

PERUGIA – E adesso sfidiamo chiunque a dire che Perugia ha uno spirito laicista e perfino anticlericale.
Magari una punta sì, ma resta quasi tutto circoscritto nella tradizione del torcolo di San Costanzo, senza lievito e senza zucchero, e nel pane rigorosamente “sciapo”, senza sale, per la sacrosanta protesta contro la pontificia tassa sul macinato.

Infatti, nello storico quartiere di Porta Sant’Angelo, il cuore della città vecchia, livide pietre, centenarie suggestioni, studenti da ogni parte della faccia della terra, cinemini ex Arci, a un passo dalla (spesso) dimenticata meraviglia della torre del Cassero, è stato inventato un segnale stradale ad hoc per rispetto di un sacerdote.
Ben inteso: chiunque deve parcheggiare un’auto lungo quella strada, e relativi minuscoli viottoli, sa che conta come una penitenza per l’assoluzione plenaria, altro che il Giubileo.
È altrettanto di sicuro che quel povero parroco, probabilmente involontario protagonista dello stravagante cartello ha tutte le ragioni.
Se parcheggi qualche decina di metri a sud devi superare una pendenza da far tirare fuori la lingua al Ragno delle Dolomiti, se vai a nord o sei Diabolik o il posto successivo lo trovi in zona stazione.
Come ci arrivi a dire messa.
Dopo aver plaudito a questa novità, però meglio astenersi da altre innovazioni del tipo: “Pericolo, caduta parroci” o “Attenzione, parroci in manovra”. Meglio rispettare qualche tradizione anche nella cartellonistica stradale.

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