M.BRUN.
PERUGIA – Partiamo dalla consueta avvertenza: i sondaggi valgono per quel che valgono, contano soprattutto per confronti e, semmai, per indicare eventuali trend.
Allora: Stefania Proietti, secondo il quotidiano politico online Affaritaliani, avrebbe il 57,1% dei consensi tra i suoi elettori.
Tanto? No, evidentemente no. Perchè, nella classifica finale, vale solo l’undicesimo posto tra i governatori delle Regioni italiane. Che, tanto per cambiare, vede Zaia nettamente in testa, dietro di lui altri due leghisti: Fedriga e Fontana. Il primo e unico del campo largo nel gruppetto di testa è De Pascale dell’Emilia Romagna, al pari dell’azzurro Cirio e con Bucci appena dietro.
Già Umbria7 ha avuto modo in passato di fare degli appunti alla rilevazione statistica in questione che, l’ultima volta, è stata chiusa ad agosto scorso.
Il 57,6% dei consensi deve esser messo anche in relazione ai consensi che hanno i governatori dietro a Proietti. Va tenuto presente che Michele Emiliano, ultimo in classifica, è al 51%.
Si può imparare qualcosa da alcuni segnali: Proietti è in calo dell’1,3% rispetto ad agosto. Una diminuzione rilevante, anche se non parificabile al precipizio del governatore De Luca in Campania. De Luca, finora in cima alle classifiche, è finito a sorpresa al dodicesimo posto in seguito al tracollo del 3,9% ,che lo porta allo 0,2% dietro la Proietti.
Ci sarebbero molte spiegazioni da chiedere. Ma si può concludere che, in attesa del rilevamento annuale del Sole24ore, fatto con criteri omogenei, in un lasso di tempo predeterminato, non è un momento felicissimo per Proietti.
Un’ultima curiosità: nelle città metropolitane, altro obiettivo della ricerca, contrariamente alle Regioni, dominano i sindaci del campo largo, anche se con una percentuale di consensi più bassa (il 56% consente a Manfredi, Napoli, di essere al primo posto).
Si potrebbe concludere che il centrosinistra è sempre più lo schieramento dello Ztl, la borghesia urbana, ceto medio-alto con reddito consolidato, e soprattutto non legato ai successi o ai rovesci dell’economia. Classe operaia eventualmente di contorno.


